Il caso Pucci è lo specchio triste del Paese, il paradosso dei doppi standard (Zalone) e il silenzio dei comici di sinistra |
Alla fine ce l’hanno fatta, gli intellettuali in versione “minculpop” hanno vinto e Andrea Pucci ha gettato la spugna, non sarà a Sanremo. Un po’ come accadde nell’Italia democristiana degli anni sessanta, quando Dario Fò e Franca Rame furono costretti ad abbandonare Canzonissima, per i loro sketch che denunciavano le “morti bianche” degli operai sui posti di lavoro.
Dopo l’annuncio di Pucci di una sua possibile presenza al Festival di Sanremo, si è scatenato un cortocircuito perfetto: indignazione social, interrogazioni parlamentari, accuse di omofobia e fascismo, richieste di chiarimenti alla Rai. Siamo arrivati all’interrogazione parlamentare da parte del Pd per chiedere spiegazioni alla Rai sulla scelta di un comico! La colpa di Pucci sarebbe di essere omofobo e fascista. Basta: il fascismo è stato una tragedia vera per il nostro Paese, che ha prodotto guerre, deportazioni e omicidi, non può essere ridotta ad un’accusa banale, destinata a perdere peso e significato.
Dal fronte progressista ci aspetteremmo che le aule del Parlamento venissero usate........