We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close
Aa Aa Aa
- A +

Walter Benjamin è ancora qui, il suo pensiero una lama di luce nel buio

3 0 0
07.10.2020

Ha fatto bene Il Riformista a non lasciare passare l’occasione per tornare a riflettere su Walter Benjamin. Lo ha fatto facendo parlare uno dei massimi studiosi e interpreti del grande filosofo del Novecento, Paolo Vinci, che ci ha suggerito utilmente di leggere a partire dal dramma barocco-tedesco l’idea di redenzione in Benjamin come abbandono di un disegno provvidenzialistico per calarla invece nell’immanenza, nell’attualità di ogni tempo, sempre aperta all’insorgere improvviso dell’emancipazione. Del resto, il pensiero di Walter Benjamin è un prisma di cristallo scaraventato nella storia dell’uomo, un prisma fatto di un’unica pura materia, ma composto da molte facce. Ognuna di loro, a me pare essere sopravvissuta al fallimento, da un lato, e alla sconfitta, dall’altro, della grande scalata al cielo tentata dai rivoluzionari nel Novecento. La fine della rivoluzione novecentesca lascia così ancora, nelle sue ceneri, prismi di cristallo come quello di Benjamin.

Essi sono rimasti lì a ricordarci che si deve sapere che, sempre e in ogni caso, non tutto è perduto. È la lama di luce che lui vedeva da bambino strisciare nel buio della notte sotto la porta della camera, quella lama di luce nell’oscurità che accompagnerà l’intera sua ricerca. La grande scoperta che ci consegna è che nell’attualità, proprio nell’attualità di ogni tempo, ci può essere l’irruzione del Messia, l’irruzione della rivoluzione. È l’imprevisto che squarcia il tempo dei vincitori e offre una chance ai vinti, affinché possano smettere di essere tali. La rivelazione di Benjamin è straordinaria e continua a costituire uno scandalo teorico. La sua critica dello storicismo dischiude una possibilità all’irruzione nella storia della liberazione e ciò che, per usare le sue parole nelle tesi Sul concetto di storia, «fonda così un concetto di presente come quell’Adesso nel quale sono disseminate e incluse schegge del tempo messianico». Lo storicismo, ci dice Benjamin, è la scienza del vincitore e l’immedesimazione col vincitore torna sempre a vantaggio dei dominatori di turno.

Anche il patrimonio culturale che l’umanità eredita, se indagato criticamente, rivelerebbe una provenienza carica di orrore. Un documento della cultura è sempre insieme un documento della barbarie. «Chiunque abbia riportato sinora vittoria partecipa al corteo trionfale dei dominatori di........

© Il Riformista


Get it on Google Play