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Riccardo Lombardi, il socialista che ancora oggi è un faro per i riformisti

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17.09.2020

Riccardo Lombardi, chi era? La domanda non appare purtroppo irricevibile nell’Italia di oggi, almeno tanto quanto lo è stata, al contrario, per tutto il lungo dopoguerra italiano, di cui Lombardi è stato protagonista forte e incisivo in ogni sua fase e, in particolare, non casualmente, in quelle di svolta. Lombardi è stato forse l’ultimo leader di una tendenza politica che ne ha potuto prendere doverosamente il nome: “lombardiani” si è potuto dire fondatamente come per i grandi esponenti storici dei partiti del Movimento operaio. L’eclisse della sua fama si ha già con la nascita dell’ultimo tentativo riformistico in Italia, quello del centrosinistra dell’Ulivo, dopo lo scioglimento del Pci e la scomparsa del Psi. Riccardo Lombardi non entrò mai nel pantheon eretto dai dirigenti del nuovo corso ai fini di rivendicarne l’eredità. Lo ha salvato da questo destino la sua irriducibilità a un qualsiasi esito moderato.

È impossibile ridurlo a un santino tutti benedicente. Piuttosto che un santino, è stato e rimane una pietra di inciampo. Originalità, radicalità e intransigenza hanno segnato la sua singolare presenza sulla scena della politica della sinistra italiana. L’originalità del suo pensiero politico ne ha fatto un riferimento di quella corrente di marxismo critico che, specie negli anni Sessanta, si affermò nel segno del riformismo-rivoluzionario; la radicalità sempre rivendicata nella prassi politica lo fece attore decisivo della nascita dell’esperienza riformatrice del centrosinistra, quello della rottura con il ciclo centrista della ricostruzione e, contemporaneamente, suo critico implacabile quando esso piega nel moderatismo confindustriale; intransigente portatore con l’esempio di un’idea della vita e della politica rigorosamente coerenti, l’una e l’altra volte alla liberazione dell’uomo.

Protagonista in tutto il dopoguerra, veniva da lontano, portando nel suo bagaglio come costante, sempre pur nelle diverse esperienze politiche, l’idea di giustizia e libertà in Italia e nel mondo. Un mondo che lo vedrà impegnato contro le armi, contro la guerra, contro il pericolo della distruzione atomica, per la pace, per il superamento della divisone del mondo in due blocchi contrapposti, contro l’imperialismo, contro ogni politica di potenza. Veniva da lontano, negli anni Venti aveva frequentato il sindacalismo cattolico, dalla cui cultura si era separato con una ricerca che confrontava Marx con Benedetto Croce. L’antifascismo è stato pensato, praticato e vissuto nella sua forma più netta, più alta e carica di futuro, dalla militanza alla direzione politica, al carcere, fino alla Resistenza e alla Liberazione. C’è una foto di una manifestazione nella Milano liberata che annuncia l’avvento della Repubblica, o almeno la speranza di un’altra Italia che ne accompagnò l’avvento. La aprono uno accanto all’altro, con Riccardo Lombardi, Mattei, Longo, Cadorna, Parri, Pertini, Solari e La Malfa. Lombardi sarà il........

© Il Riformista


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