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A Gaza la storia bussa alla porta e l’Italia tentenna

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17.02.2026

Dopodomani, giovedì 19 febbraio, la storia busserà alla porta a Washington, con la prima riunione del Board of Peace, l’ormai nota forza di stabilizzazione internazionale per Gaza. Non sarà un semplice vertice, ma lo spartiacque tra chi vuole costruire la pace in Medio Oriente e chi preferisce parlarne nei salotti, urlando a vanvera nelle manifestazioni. E l’Italia, in questo frangente, rischia di restare a guardare dallo spioncino.

Il Board of Peace non è un convegno per anime belle ma una macchina complessa, il cui motore è il CMCC (Civil-Military Coordination Center), che ho visto con i miei occhi in Israele: un nucleo operativo dove militari italiani lavorano già oggi, nella polvere e sotto pressione, fianco a fianco con i colleghi del CENTCOM americano, dell’IDF israeliano e di un’altra ventina di paesi. E dove si fa lavoro duro: si coordinano gli aiuti, si garantisce la sicurezza, si prepara la ricostruzione. C’è un abisso che separa questa realtà operativa dal........

© Il Riformista