Renzi pronto ad ingoiare il rospo-Conte, così il Polo Europeista può farcela solo se unito: milioni di italiani non aspettano altro
Ucraina, difesa europea, immigrazione, giustizia: i nodi vengono al pettine. L’iper attivismo agostano di Giuseppe Conte ci ricorda che le elezioni si fanno vicine e ancor più vicina, stavolta quasi udibile, è quella voce dall’accento russo che sembra provenire dalla buchetta del suggeritore. I progressisti hanno un problema. Intanto, nel capire cosa significhi essere progressisti oggi. E poi nel definire qual è il loro perimetro programmatico, fin dove possono spingersi i desiderata di Conte e quelli di Schlein. I due, tentando di trovare un compromesso, finiscono per sbagliare entrambi.
Essersi astenuti – Pd, M5S e Avs – sulle vittime della malagiustizia è stato, senza mezzi termini, indecente. E il «no al riarmo europeo» dettato da Avs e dai 5S appare per gli acchiappafarfalle dem come un insopprimibile richiamo della foresta. Un tema serio per i riformisti ancora presenti in quel partito, che si trovano sempre più stretti in un contenitore che ha cambiato tutto, salvo il nome.
I centristi, di riflesso, hanno un problema e un’opportunità. Il primo sta nel........
