Infarto in strada. Salvato con l’app dei defibrillatori |
Nella foto, gli operatori sanitari della Cardiologia del Sant’Orsola, diretta dal professor Galiè, l’operatrice della Centrale operativa 118 Emilia Est, il volontario soccorritore che era casualmente sul posto e la pediatra dell’Azienda Usl che ha risposto alla notifica del sistema Dae RespondER
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Arresto cardiaco a Granarolo: un’altra vita salvata grazie al sistema Dae RespondER. Tra i soccoritori, una pediatra dell’Azienda USL di Bologna non in servizio. Una passeggiata tranquilla si è trasformata in pochi secondi in un’emergenza vitale. Sabato mattina un uomo di 52 anni, che stava camminando insieme alla compagna a Granarolo, si è improvvisamente accasciato a terra. Era in arresto cardiaco. Un testimone, volontario soccorritore casualmente sul posto, ha assistito alla scena e ha immediatamente chiamato il 112, permettendo alla Centrale operativa 118 Emilia Est di attivare il protocollo ’codice blu’ per arresto cardiaco.
Gli operatori sanitari hanno guidato per tutto il tempo i soccorritori giunti sul posto nell’avvio delle manovre di rianimazione cardiopolmonare prima dell’arrivo dei mezzi di soccorso. Contemporaneamente è stato attivato il sistema dei Dae RespondER, cittadini e operatori volontari allertati tramite app per intervenire rapidamente nei casi di arresto cardiaco.
Due medici volontari dell’associazione #GranaroloCardioprotetta (una è una pediatra dell’Azienda USL di Bologna, che in quel momento non era in servizio), hanno accettato la notifica del sistema Dae RespondER e hanno raggiunto la vittima in pochi minuti, affiancando il testimone nelle manovre di rianimazione. Nel frattempo, la polizia locale, anch’essa attivata tramite la rete Dae RespondER, ha portato sul posto un defibrillatore semiautomatico. Dopo due choc e la prosecuzione della rianimazione cardiopolmonare, l’uomo ha ripreso coscienza proprio mentre stavano arrivando automedica e ambulanza.
Il paziente è stato quindi trasportato in pronto soccorso, dove è arrivato vigile e cosciente, ed è stato successivamente ricoverato nel reparto di Cardiologia del Sant’Orsola per gli accertamenti diagnostici necessari a individuare le cause dell’arresto cardiaco. Questo episodio è un esempio concreto di come funzioni la "catena della sopravvivenza" in Emilia-Romagna: un sistema integrato che, quando tutti gli anelli funzionano insieme, può davvero fare la differenza tra la vita e la morte. A esprimersi in merito è stato il sindaco di Granarolo, Alessandro Ricci: "Quanto avvenuto è la conferma che il sistema messo in campo sul nostro territorio, e il numero dei Dae presenti, funzionano. A questo si aggiunge la grande rete di persone che, su Granarolo, sono state formate per intervenire e che, come in questo caso, rispondono con rapidità eccezionale: questo è un elemento che fa la differenza e che permette di salvare delle vite. Un lavoro e una formazione che ora si sta iniziando a fare anche con i giovani e nelle scuole per far sì che la rete di emergenza sia sempre più forte, ovunque".
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