Guerre e dazi pesano sul Micam: "Ma ci sono segnali di ripresa" |
Timidi segnali di ripresa per il settore calzaturiero sono evidenziati dagli operatori del distretto maceratese al Micam. I dati diffusi da Assocalzaturifici parlano di 2025 interlocutorio, con dinamiche che hanno influenzato i mercati in modo repentino e imprevedibile. Secondo la nota del Centro studi di Confindustria Accessori Moda per Assocalzaturifici, il preconsuntivo 2025 per l’Italia fissa il fatturato complessivo a 12,84 miliardi di euro, segnando una contrazione del -2,8% rispetto all’anno precedente. "Il Micam – commenta Riccardo Achilli del calzaturificio Marcos di Civitanova, presidente della sezione calzature di Confindustria Macerata – ci consegna segnali confortanti. Abbiamo ricevuto la visita di compratori da Usa e Africa, la vera novità di questa edizione di Micam. Gli americani, malgrado le decisioni di Trump sui dazi, e i buyer da diversi paesi dell’Africa sono la dimostrazione di come il settore reagisce alle tensioni internazionali". Bilancio positivo anche per Franco Romagnoli di Morrovalle: "È la seconda volta che presentiamo la collezione da donna con il marchio Saika, particolarmente apprezzata dai compratori italiani e stranieri, in particolar modo da Francia, Belgio, Olanda e Giappone". "La geopolitica ha condizionato questa edizione del Micam – rileva Claudio Scocco di Donna Soft di Civitanova –. Nel nostro stand abbiamo ricevuto la visita di compratori russi e del sud del Libano: i buyers del nord del Libano, infatti, hanno preferito non venire a Milano perché temono che un attacco statunitense all’Iran possa bloccare gli aeroporti".
Un convegno ha coinvolto le territoriali di Confindustria di Macerata, Fermo e Ascoli per analizzare la situazione legata al credito con partecipazione, tra gli altri, dell’assessore Giacomo Bugaro, e Simsest Spa, con la senior specialist relazioni esterne Federica Ingrosso. "Parlare di export e credito significa parlare di futuro, di made in Marche – ha detto Francesca Orlandi, presidente dell’azienda speciale della Camera di commercio delle Marche Linea –. Gli ordini non sono fermi, ma ottenerli è più difficile, bisogna agire anche come sistema".