Baskérs e DiSibio, il sogno americano: "Avanti verso i playoff, daremo fastidio" |
La firma di un giocatore come Robert DiSibio per i Baskérs Forlimpopoli è stata un autentico colpaccio. Due partite, due vittorie, inanellando 21 e 28 punti, a spese di due big come Porto Recanati e Senigallia. Ala-pivot di 198 centimetri, il 24enne è nato nel Connecticut e ha giocato nell’università Washington and Lee Generals. L’estate scorsa ha disputato una summer league con i Milwaukee Bucks della Nba.
DiSibio, due partite e due vittorie: il suo arrivo è stato davvero impattante. Come si sente?
"Sono davvero eccitato e contento, innanzitutto perché dopo due mesi di stop è stata davvero una liberazione poter scendere nuovamente in campo. In secondo luogo, sono stato accolto davvero bene sia dai compagni che dal coach, il quale si è immediatamente dato da fare per inserirmi al meglio nelle rotazioni. Sono molto soddisfatto e farò di tutto per continuare a questo livello".
Lei era ad Agrigento in B nazionale: come è nata l’idea di Forlimpopoli?
"Da oltre due mesi cercavo una nuova opportunità e quando è arrivata la chiamata dei Baskérs ho colto la palla al balzo, a maggior ragione per il fatto che era una squadra a cui sarebbe bastato un passettino in avanti per raggiungere i playoff. Ho subito pensato che, dopo i buoni numeri realizzati con Agrigento, questa sarebbe stata l’occasione per dimostrare di essere un vincente. L’atmosfera mi piace moltissimo: tutti sono stati sin da subito davvero molto amichevoli e mi hanno aiutato a integrarmi in un contesto del tutto nuovo. Anche i tifosi sono caldissimi e questo mi carica ancora di più".
Lei è il primo americano della storia di una giovane società. Come si sente?
"Sono molto onorato e credo di essere molto fortunato perché mi è stata data una grande chance, e questo ‘primato’ non fa altro che darmi ancora più carica per il proseguimento della stagione, in cui spero di essere sempre più determinante".
Come si definirebbe come giocatore?
"Un ottimo tiratore, ma sono in grado anche di attaccare il ferro con decisione. Sono un buon realizzatore, ma non un solista: valuto sempre la giocata migliore per la squadra e se devo mettere in ritmo un compagno, lo faccio senza pensare troppo alle mie statistiche. Credo di essere anche un buon uomo squadra, poiché nei momenti di difficoltà o di nervosismo cerco di restare sempre lucido e di ristabilire gli equilibri. Che si vinca o che si perda, chiedo sempre il massimo a me stesso e cerco di stimolare tutto l’ambiente che mi circonda a lavorare sodo per migliorarsi".
Il suo arrivo ha alzato l’asticella, confermando le ambizioni della società. C’è pressione o senso di sfida?
"Non sento minimamente la pressione, anzi, il fatto che l’asticella si sia alzata mi spinge a tirare fuori il meglio. Dopo oltre due mesi di stop sento solo gli stimoli di una sfida intrigante come questa, anche perché i tifosi e i dirigenti sono fantastici e desidero fare tutto il possibile per aiutarli e renderli felici. Continuando così, sono sicuro che faremo i playoff e risulteremo alquanto fastidiosi per chi ci incontrerà".
Dopo la pausa ospitate Civitanova seconda in classifica...
"Sarà una sfida davvero intensa. So che è una squadra molto fisica e con tanti giovani, per cui innanzitutto dovremo pareggiare la loro energia sul parquet. Servirà una grande prestazione, ma sono convinto che possiamo battere anche loro. Stiamo lavorando ogni giorno sulla solidità mentale del gruppo: è ciò su cui abbiamo il controllo e su cui si può migliorare maggiormente".