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La mamma di Alessandro Venturelli dopo archiviazione: “Sono arrabbiatissima e delusa, gli scomparsi si cercano”

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Roberta Carassai insieme al figlio Alessandro, scomparso nel 2020

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Modena, 18 aprile 2026 – La scomparsa di Alessandro Venturelli deve essere inquadrata come allontanamento volontario. E’ a questa conclusione che è giunto il giudice, dottoressa Donatella Pianezzi, a fronte della terza richiesta di archiviazione presentata dalla procura. Il ‘caso’ Venturelli, dopo cinque anni e mezzo dalla sparizione del giovane (5 dicembre 2020), all’epoca 21enne, e dopo tre opposizioni da parte della famiglia che ha chiesto di continuare a indagare per sequestro di persona, è stato archiviato.

La mamma di Alessandro Venturelli: “Sono arrabbiatissima e delusa”

Una doccia fredda in particolare per la mamma, Roberta Carassai, che dal giorno della misteriosa scomparsa del figlio non ha mai smesso di cercarlo e, soprattutto, non ha mai smesso di gridare: un figlio non si archivia. Ha manifestato in piazza, ha ‘rincorso’ decine di segnalazioni dentro e fuori l’Italia, ha fondato un’associazione (Nostos insieme all’esperto Marc Di Maggio), ma non è ancora riuscita a sapere dove possa essere oggi il suo Alle, 26 anni il prossimo luglio. “Sono arrabbiatissima e delusa – commenta Carassai –. Gli scomparsi si cercano e farò di tutto per far passare questo messaggio”. Nell’archiviare il fascicolo il giudice fa presente che dalle note della questura di Modena emerge come siano state effettuate ricerche dalla polizia rumena senza che le stesse abbiano avuto esito positivo.

Infatti numerose segnalazioni alla famiglia, circa presunti avvistamenti di Alessandro, erano partite proprio da Bucarest. Inoltre il giudice evidenzia come la procura abbia effettuato ulteriori accertamenti anche sulla base di nuove segnalazioni di avvistamenti, le quali tuttavia – afferma – non hanno consentito il ritrovamento di Alessandro Venturelli al pari degli accertamenti svolti nel 2023 a fronte dell’istanza, presentata dal difensore della famiglia, per svolgere indagini in Olanda. Sono in tutto 39 le segnalazioni riportate nell’atto di archiviazione del fascicolo circa appunto presunti avvistamenti di Alle, l’ultimo in Italia lo ’colloca’ all’OBI di Fiorano dove un giovane, simile ad Alle, chiese di acquistare una rosa. Le immagini di videosorveglianza, però, smentirono il fatto che potesse trattarsi proprio di Alessandro.

L’avvocato: “La legge va cambiata perché c’è un cortocircuito normativo evidente”

Il giudice, quindi, sostiene di concordare con il pubblico ministero circa l’insussistenza di elementi che possano indurre ad ipotizzare che Alessandro Venturelli sia stato vittima di un sequestro di persona o che sia stato comunque indotto, da terze persone e contro la sua volontà, ad allontanarsi dall’abitazione familiare. Viene però evidenziato come – pur a fronte di una tale conclusione sotto il profilo penale – nulla vieti la prosecuzione delle attività volte a rintracciare il giovane. “Si tratta di una conclusione giuridicamente coerente con il sistema attuale, ma profondamente insoddisfacente sotto il profilo umano e sostanziale – commenta l’avvocato della famiglia, Claudio Falleti –. La legge va cambiata perché c’è un cortocircuito normativo evidente: si cerca una persona solo finché si ipotizza un reato. Quando il reato ’non c’è’, la ricerca si spegne. Questo meccanismo, pur corretto sul piano tecnico, lascia le famiglie in una terra di nessuno, dove la verità diventa irraggiungibile e la ricerca si trasforma in un percorso a ostacoli fatto di archiviazioni e opposizioni. Nel caso di Alessandro Venturelli, la ricostruzione ufficiale parla di un allontanamento volontario, avvenuto in un momento di fragilità personale. Ma una domanda resta, concreta e irrisolta: è davvero credibile che un ragazzo possa svanire nel nulla in meno di un minuto? Siamo fermamente convinti che quel giorno qualcuno lo stesse aspettando – continua – che Alessandro sia salito su un’auto. Che in quel preciso momento si sia consumato il passaggio decisivo che oggi non possiamo più ricostruire”.

"Continueremo a sostenere ogni iniziativa utile per arrivare alla verità”

Falleti fa infatti presente come emerga una criticità gravissima: “Se le immagini di videosorveglianza fossero state acquisite immediatamente, probabilmente oggi avremmo una risposta” sottolinea. La famiglia Venturelli, mamma Roberta e papà Roberto, non si fermerà continueremo a sostenere ogni iniziativa utile per arrivare alla verità”.

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© il Resto del Carlino