Fa la comparsa per due giorni nel film ‘Ferrari’, l’Inps gli toglie un anno di pensione: “Restituisca 34mila euro” |
L'attore Adam Driver nei panni di Enzo Ferrari durante le riprese a Modena, a destra il set (FotoFiocchi)
Articolo: Vittorio Sgarbi affaticato ma appassionato tra i capolavori di Warhol, le foto e l’affetto dei follower: "Torna a sorridere"
Articolo: Laura Pausini e la dedica d’amore per i 56 anni di matrimonio dei genitori Gianna e Fabrizio: “Grazie per essere sempre così speciali”
Articolo: Vacanze di Pasqua, la guerra cambia i piani: “Prezzi e limitazioni, adesso è più difficile organizzare viaggi”
Articolo: Nuovi casting per attori e comparse: ecco le figure richieste in Emilia-Romagna
Modena, 14 marzo 2026 – "Ha partecipato come comparsa e per due giorni soltanto al film ’Ferrari’, cedendo i diritti di immagine alla società ’Welcome to Italy’, senza firmare alcun contratto di lavoro, men che meno subordinato. Per quella partecipazione al film, ha percepito 291 euro, una sorta di rimborso spese. E’ illegittima la sospensione dell’erogazione della pensione per quell’anno".
Vittorio Sgarbi affaticato ma appassionato tra i capolavori di Warhol, le foto e l’affetto dei follower: "Torna a sorridere"
Perché l’Inps chiede indietro 34mila euro al pensionato
E’ con questa motivazione che la corte d’Appello di Bologna, sezione lavoro, ha rigettato il ricorso presentato dall’Inps nei confronti di un pensionato modenese, al quale l’ente aveva inviato la revoca della pensione, chiedendo la restituzione di 34mila euro.
Laura Pausini e la dedica d’amore per i 56 anni di matrimonio dei genitori Gianna e Fabrizio: “Grazie per essere sempre così speciali”
Motivo? Nel 2022 l’uomo aveva ‘lavorato’ o, meglio, presenziato sul set del noto film dedicato al Drake, diretto da Michael Mann. Secondo i giudici la "prestazione" descritta dall’ente e ritenuta appunto di natura ‘subordinata’ poteva inquadrarsi al più come lavoro occasionale autonomo, cumulabile con il trattamento pensionistico.
Nuovi casting per attori e comparse: ecco le figure richieste in Emilia-Romagna
La vicenda trae origine dalla partecipazione del pensionato modenese alle riprese per il film dedicato ad Enzo Ferrari: un sogno che diventava realtà per il 64enne. Per quella sua apparizione nella pellicola l’uomo aveva incassato poco meno di trecento euro: una sorta di rimborso spese.
Margherita scrive un libro per ritrovare le figlie perdute: “Ricordi e dolore diventano luce”
Un anno dopo, nel 2023 e a sorpresa la lettera dell’Inps che, in sostanza, stabiliva la revoca della retribuzione pensionistica per l’anno precedente, avendo violato a suo dire ‘il cumulo’ della pensione anticipata (In "quota 100’). In sostanza l’ente previdenziale informava il pensionato che avrebbe provveduto a recuperare la somma di 34mila euro e oltre per un presunto indebito, ovvero "incumulabilità con i redditi da lavoro dipendente o autonomo".
Renzo Rosso, il fondatore di Diesel: “Ho iniziato facendo jeans in casa. L’Italia è un Paese figo, ma la politica deve fare di più”
Rigettato il ricorso dell’Inps: i motivi
I giudici della corte d’Appello però, nel motivare il rigetto del ricorso presentato dall’ente, hanno sottolineato come l’attività svolta dalla ‘comparsa’, ovvero il pensionato, non abbia comportato lo svolgimento di particolari mansioni, se non quella di posizionarsi sul set del film insieme ad altre persone: nessuna direttiva da parte di alcuno circa le modalità della prestazione lavorativa, proprio perché non era prevista alcuna attività.
Renzo Rosso, il fondatore di Diesel: “Ho iniziato facendo jeans in casa. L’Italia è un Paese figo, ma la politica deve fare di più”
Stessa pronuncia del Tribunale di Modena – in funzione di giudice del lavoro – che accogliendo il ricorso proposto dal pensionato mediante il Patronato INAS-CISL, accertava l’illegittimità della pretesa restitutoria condannando al ripristino, in favore del modenese, della prestazione pensionistica già riconosciuta e alla restituzione delle somme già trattenute.
Caos voli: “Mesi di lavoro persi per trovare un piano B. Richieste di cambio anche per il Mar Rosso”
L’avvocato Marisa Stura: “I beneficiari della pensione ex quota 100, se hanno lavorato pochi giorni, non perdono il diritto ad un anno di compensi”
"Con alcune sentenze, l’ultima delle quali quella della Corte d’Appello di Bologna, finalmente é stato ristabilito un principio di diritto che avrebbe dovuto essere acquisito – afferma l’avvocato del pensionato, Marisa Stura che lo rappresenta insieme alla collega Sonia Masetti –. Cioè che i beneficiari della pensione ex quota 100, se hanno lavorato pochi giorni, non perdono il diritto ad un anno di pensione come pretende l’Inps. Inoltre che è onere dell’ente dimostrare che si tratta proprio di lavoro subordinato. Nel frattempo, anche la Corte Costituzionale pere aver seguito questa linea".
© Riproduzione riservata