Strage di Corinaldo, il grido del fratello di Benny: “Aiutateci a fare rumore”
Benedetta Vitali, è morta a 15 anni: uccisa e travolta dalla calca nella strage di Corinaldo alla 'Lanterna Azzurra'
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Non parla da influencer. Parla da fratello. Ed è forse proprio questo ad aver colpito così tante persone. Solo nella prima ora il video pubblicato ieri da Francesco Vitali - alla vigilia della sentenza d’Appello bis sulla tragedia della Lanterna Azzurra - ha raccolto quasi mille visualizzazioni, una decina di condivisioni e numerosi commenti di sostegno. Oggi ad Ancona è attesa infatti la decisione della Corte d’Appello nel processo bis sul fronte sicurezza del locale, il filone che riguarda permessi, agibilità, controlli e le eventuali responsabilità di chi autorizzò o certificò l’attività della discoteca di Corinaldo.
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In primo grado erano arrivate assoluzioni per i reati più gravi, motivo per cui l’attesa dei familiari è altissima. Davanti alla telecamera, con il volto teso e la voce ferma, Francesco affida ai social parole che vanno oltre uno sfogo. Sono il racconto di quasi otto anni vissuti aspettando giustizia per la sorella Benedetta, morta l’8 dicembre 2018 nella tragedia di Corinaldo insieme ad altre cinque persone. Francesco aveva poco meno di vent’anni quando quella notte cambiò tutto. Oggi ne ha ventisette: praticamente tutta la sua vita adulta si è sviluppata dentro il dolore, il lutto e una lunga attesa giudiziaria.
Anche per questo il suo appello colpisce: è la voce di un ragazzo diventato uomo attraversando prima il lutto della sorella poi quello della madre. "Dal giorno della tragedia aspetto questo momento", dice. E aggiunge che la "vera giustizia" non è ancora arrivata. Nel suo intervento c’è il peso di una famiglia travolta dal dolore, ma anche la determinazione di chi non vuole arrendersi. Francesco richiama direttamente quanto accaduto nel primo giudizio: "Coloro che io ritengo i veri responsabili di questa tragedia, ossia le persone che hanno dato il permesso ad aprire quel locale, in primo grado sono stati tutti assolti per i reati più gravi". Da qui, spiega, nasce il timore che anche il nuovo verdetto possa lasciare ancora una volta amarezza ai familiari. Il passaggio più forte è però l’appello rivolto all’opinione pubblica: "Se dovesse non andare come sarebbe giusto che andasse, aiutateci a fare rumore, aiutateci a fare casino".
Parole che raccontano una battaglia lunga, segnata dal timore che il tempo spenga attenzione e memoria. E invece l’attenzione è arrivata subito. Sotto il video si sono moltiplicati i messaggi: "Forza Francesco, tutti siamo con te", "Sempre al tuo fianco", "Vai Francesco, voglio crederci", "Devi andare avanti per portare la voce di chi non può più parlare", "Speriamo che venga fatta giustizia". Poi la parte più intima, quella dedicata a Benedetta e alla madre. "Cara Benny, grazie a te questa vita mi ha insegnato tanto", dice Francesco. E ancora: "Ti voglio promettere, anzi vi voglio promettere, che io continuerò a mettercela tutta per portare avanti questa battaglia". Fino alla chiusura più toccante: "Mamma, Benny, farò di tutto".
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