Sassuolo Grosso mischia le carte, Como ko |
La sfida diretta del Mapei tra le due rivelazioni della stagione la vince il tecnico neroverde. Primo tempo perfetto, segna anche Nzola .
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di Stefano FoglianiREGGIO EMILIAAveva ragione Fabio Grosso, alla vigilia, a dire che il Sassuolo si è meritato, con una stagione importante, di giocare gare, bellissime e avvincenti, come quelle di ieri sera. E aveva ragione, il tecnico neroverde, anche a dire che il Como e i neroverdi saranno anche le rivelazioni della stagione, ma che i livelli sono diversi. Vero, ma non del tutto, perché nel corso dei primi 45’ è il Sassuolo a fare il… Como. E nel secondo sono ancora i neroverdi a capitalizzare un primo tempo (quasi) perfetto. Riempiendo la gara di quella determinazione e quella volontà che porta lontano e farà la differenza e condanna la corazzata di Fabregas alla prima sconfitta esterna del 2026. Sorprendendo comunque, un po’ come sorprende Fabio Grosso, che consegna una maglia nell’undici iniziale a Turati in porta e a Nzola al centro del tridente, surrogando le indisponibilità di Berardi e Doig (e Garcia) con Volpato e Coulibaly.
Vicini al vantaggio già dopo 20’’ – la conclusione di Thorstvedt, innescato da Nzola, esce di un niente – i neroverdi recitano da protagonisti reggendo al fraseggio lariano che non trova sbocchi – al centro dell’attacco ospite Morata e non Douvikas, in avvio – anche perché la squadra di Grosso tiene distanze cortissime tra i reparti. E ‘scappa’ non appena il Como si allarga. In due minuti arrivano due gol, su altrettante ripartenze: la prima premia Volpato, liberato da una combinazione tra Laurientè e Nzola che in due passaggi manda in porta il fantasista scuola Roma, la seconda miracola Nzola e anche qui servono due passaggi – Matic e Konè – a slabbrare un Como più sorpreso che sorprendente.
Almeno fin lì, perché ai lariani basta un gol di Paz, che a pochi secondi dall’intervallo si inventa una zuccata che beffa Turati, per mettersi in condizione di ridisegnare i destini del match. Fabregas, a sua volta, ridisegna il Como (quattro cambi tra l’intervallo e l’ora di gioco) obbligando i neroverdi ad una gara soprattutto di attesa. Non che il Como, al netto di un pallonetto di Paz (68’) sul quale rimedia Turati combini granchè, ma non è che quando attorno alla tua area volteggiano Morata, Douvikas, Paz, Rodriguez e Kuhn si possa star tranquilli. Così, nel Sassuolo ci sono legittimi affanni, ma anche ripartenze che ‘alleggeriscono’ la pressione ospite, esaltando al contempo la tenuta difensiva del blocco neroverde. Che tiene, fino al quinto dei 5’ di recupero, si regala una vittoria di quelle che fanno classifica – il Sassuolo torna ottavo - e morale. E serve a Milan e Juve un bell’assist, complicando la corsa Champions dei lariani. Ma questa è un’altra storia.
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