Il Sassuolo che stupisce. Sembra morto, poi rinasce |
Buono il rientro di Volpato, entrato nell’azione del gol di Pinamonti
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L’idea è che chi si è ammalato e/o contagiato possa guarire con tutta la calma del caso. Da una parte la sosta per le nazionali dà fiato al Sassuolo – si rigioca il sabato di Pasqua, al Mapei Stadium, contro il Cagliari – dall’altra l’Allianz Stadium consegna a Fabio Grosso una verità che immaginiamo il tecnico neroverde si terrà stretta quanto la prestazione dei suoi. Ovvero che, pur con tutti i limiti delle neopromosse – statura, esperienza e continuità – il Sassuolo trova, quando sembra spacciato, risorse per sorprendere. Successe in avvio di stagione, quando si scosse dai due stop di fila dell’esordio battendo la Lazio. E’ successo ancora tra fine e inizio anno, quando una serie di 7 gare senza vincere (e 3 punti) venne ‘sanata’ dai due acuti consecutivi contro Cremonese e Pisa. E ancora contro l’Atalanta, battuta con l’uomo in meno, ultimo ‘miracolo’ bissato, di fatto, all’Allianz. Senza Thorstvedt e Matic, con Laurientè a mezzo servizio, e un 18enne come Bakola in campo dal 1’, il Sassuolo ha fatto capire che della neopromossa ha giusto gli alti e bassi e quel traguardo che Berardi ha affidato al dopogara (cinquanta punti…) la dice lunga sulle potenzialità di una squadra che a volte, inevitabilmente, delude, ma più spesso stupisce.
E, al di là dei risultati, se la gioca sempre, con un’identità che Fabio Grosso non manca di rivendicare e che forse è la cosa cui tiene, risultati a parte, di più. "Il coraggio misto all’incoscienza ci ha permesso di fare qualcosa di speciale", ha detto il tecnico neroverde nel dopo-Juve, ma non è tutto qua. Il resto è nella capacità di far emergere, quando serve, una statura di squadra che mescola la qualità alla dedizione, e di cui è sintesi quel Domenico Berardi che gioca per sé e per la squadra, regalando colpi di genio e l’applicazione che non sempre si sposa ai talenti più importanti. Ebbene, nel Sassuolo di Fabio Grosso tutto si tiene, e magari capita che proprio un altro talento come Volpato – tenuto in naftalina per un po’ – al bisogno sfoderi, a tre mesi dall’ultima presenza dal 1’, la prestazione che serve. O che Muric, messo in discussione giusto due settimane fa per l’errore che è costata la sconfitta contro la Lazio, si trasformi da Superman. A dire che i neroverdi ci sono, e che ha ragione Grosso a ricordare come quanto stiano facendo non sia scontato. Ne conveniamo: e pareggiare in casa della Juventus, dove fino a sabato il Sassuolo aveva fatto 4 punti su 48 possibili, è un altro mattone che i neroverdi possono mettere non tanto su quella salvezza cui manca solo il sigillo della matematica, quanto sulla costruzione di un futuro che, a 60 giorni dalla fine della stagione, è già dietro l’angolo.
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