Finti single per non pagare l’Imu: caccia ai ‘furbetti’ della seconda casa a Senigallia |
Senigallia (Ancona), 16 febbraio 2026 – Nuclei familiari con una sola persona in aumento nel Comune di Senigallia (An), un numero che ha insospettito il sindaco Massimo Olivetti che ha avviato i controlli: sono 610 in più quelli formati da single registrati a Senigallia dal 2021 al 2026.
Come si aggira il pagamento dell’Imu sulla seconda casa
Tra questi ci sono anche single per scelta e naturalmente i furbetti dell’Imu che, pur di non pagare la seconda casa, si fingono alla ricerca dell’anima gemella. Gli agenti della Polizia Municipale di Senigallia non hanno ancora terminato i controlli e, al momento del rilascio della residenza, si accertano che all’interno dell’abitazione ci viva qualcuno.
Da 33 anni non hanno la tv in casa, arriva la multa: “Pagate il canone Rai”
Ma le case chiuse in inverno sono troppe
Troppe seconde case chiuse in inverno, dove però risultano residenti, è questo il dato che ha insospettito gli Amministratori che hanno chiesto di vederci chiaro.
Sulla spiaggia di velluto è quasi impossibile trovare una casa in affitto a lungo termine, la gran parte vengono affittate solo per la stagione estiva o da settembre a maggio.
Così, per le giovani coppie è diventato impossibile comprare casa, i prezzi del ‘nuovo’ in alcune zone superano i 5mila euro al metro quadrato.
L'Imposta municipale propria, ossia l’Imu sulla seconda casa nel 2026 è dovuta dai proprietari di immobili non adibiti ad abitazione principale al Comune. L’aliquota base è 7,6 per mille, anche se spesso i Comuni lo aumentano. A Senigallia si paga l’11,4 per mille: uno dei valori più alti, ma si tratta di una decisione che molte zone altamente turistiche condividono. Il versamento avviene tramite modello F24 in due rate: acconto (16 giugno) e saldo (16 dicembre).
Imu e seconda casa: cosa ha detto la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che i coniugi che hanno residenze e dimore abituali in immobili diversi hanno diritto all’esenzione Imu per entrambe le abitazioni, considerate quindi entrambe come “prima casa”. La decisione si basa sulla sentenza n. 209/2022 della Corte Costituzionale. Naturalmente, se il Comune dimostra che questo non è vero, il diritto decade.