"L’Appennino si aiuta anche con le De.Co"

L’imprenditore agricolo Mirco Pizzino lancia la proposta ai Comuni e all’Unione: «Facciamo squadra»

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L’Appennino reggiano ha un potenziale non ancora completamente espresso, un patrimonio che molti territori italiani invidiano: paesaggi intatti, prodotti agricoli di pregio, ricette tramandate da generazioni, feste popolari che sono veri e propri scrigni di cultura. Quando si parla di valorizzazione e marketing territoriale, secondo l’imprenditore agricolo carpinetano Mirco Pizzino, non si accenna a tutto questo, ma si va direttamente all’unica eccelenza del Parmigiano Reggiano, gigante mondiale che non può essere l’unico ambasciatore della montagna reggiana.

Entrano in gioco le Denominazioni Comunali (De.Co.), strumento capace di dare identità, voce e futuro ai prodotti e alle tradizioni locali. "La De.Co. non è una certificazione di qualità come Dop o Igp, è qualcosa di diverso - racconta l’imprenditore - è una carta d’identità che attesta il legame profondo tra un prodotto e il Comune di provenienza. Non giudica la qualità, ma riconosce l’origine, la ricetta, la storia, la tradizione. È un atto culturale prima ancora che economico. La De.Co è nata dall’idea del giornalista e gastronomo Luigi Veronelli, pensata per proteggere ciò che rende unico un territorio: un dolce preparato per la sagra che da decenni raduna la comunità, un prodotto agricolo che esiste solo in un microclima particolare. È uno strumento leggero, gratuito, accessibile ad associazioni, imprese, agricoltori, artigiani e microattività".

Prosegue Pizzino: "Il nostro Appennino soffre da anni di un problema strutturale: lo spopolamento. I giovani se ne vanno perché mancano opportunità, e senza giovani il territorio perde vitalità, servizi, economie. Le De.Co. non sono la soluzione definitiva, ma sono un tassello fondamentale che, unito ad altri, può tracciare una nuova linea di sviluppo: rafforzare l’identità locale, rendendo riconoscibili prodotti e tradizioni; creare microeconomie, utili a chi vuole avviare piccole attività legate al cibo, all’artigianato, al turismo; aumentare il valore percepito delle produzioni locali, rendendole più appetibili sul mercato; offrire ai Comuni uno strumento di promozione semplice e parlare ai turisti".

L’idea di Pizzino "è semplice e ambiziosa: che tutti i Comuni dell’Unione, insieme all’Unione stessa, avviino un percorso condiviso per istituire quante più De.Co. possibile. Un registro comunale gratuito, accessibile, aperto a chiunque voglia valorizzare un prodotto o una tradizione. È un invito a fare squadra, a costruire una strategia comune, a trasformare ciò che già abbiamo in un motore di sviluppo. Le De.Co. non richiedono investimenti enormi: richiedono volontà politica, ascolto del territorio, capacità di riconoscere il valore delle piccole cose".

"L’Appennino reggiano – continua l’imprenditore, pronto a fare squadra – non ha bisogno di inventarsi nulla: ha già tutto. Ha prodotti, storie, ricette, feste, paesaggi. Ciò che serve è mettere ordine, dare nomi, costruire identità. Le De.Co. sono uno strumento perfetto per farlo: leggere, democratiche, immediate".

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