Spaccata in via Maggiore. Nella gastronomia Raflò: "Siamo scoraggiate" |
Il vetro a terra in frantumi, la cassa sparita. Lo scenario che nessun imprenditore vorrebbe trovare al momento di aprire la propria attività si è presentato ieri mattina davanti agli occhi di Claudia Liverani, titolare in via Maggiore della gastronomia ’Raflò’, assieme alle sorelle Romina ed Erica, nota anche per la sua partecipazione a Masterchef.
"Ce ne siamo accorte alle 5.30, non so dire a che ora sia successo: c’è una telecamera qui vicino e la polizia ora controllerà le immagini – racconta Claudia Liverani –. Avevamo subìto un altro furto due anni fa, nel maggio del 2024: quella volta erano entrati dal retro, il sistema di allarme si era attivato ma la ditta di videosorveglianza dalle immagini non ha visto nessuno e lo ha spento, mentre loro si sono pure fermati a mangiare qua dentro. Stavolta è successo da via Maggiore, e stupisce anche perché parliamo di una strada densamente popolata: sopra al negozio ci sono due appartamenti. Il rumore si aarà sentito, ma evidentemente chiunque sia stato sa di poter fare tutto questo senza incorrere in nessun problema. E ci avranno messo pochissimo: il tempo di rompere la vetrina, entrare e portare via la cassa". All’interno c’erano 250 euro, bottino a cui si sommano i danni: "Ho chiamato una ditta, verranno nel pomeriggio: e io rimarrò qui a presidiare il negozio perché non posso andarmene e lasciare tutto aperto".
Dopo il sopralluogo della polizia di Stato, ieri il negozio ha aperto normalmente. Ma su Facebook Liverani si è sfogata: "Ti chiedi se veramente ne valga ancora la pena… Ma visto che non possiamo permetterci di non rialzarci, un’altra volta, perché significherebbe vanificare tutti i sacrifici e gli sforzi fatti per creare il nostro Rafló, oggi ci troverete aperte regolarmente". "Due anni fa non ho detto niente, stavolta ho deciso di parlarne: forse può scuotere le coscienze – spiega Liverani –. Non c’è modo di difendersi: se metti una serranda la tirano su, l’inferriata la aprono, l’allarme suona ma nessuno interviene. Sei impotente, sai che devi aspettartelo prima o poi e speri che ci sia meno danno possibile. C’è un motivo se eravamo lì ad aprire alle 5.30: il lavoro inizia a quell’ora e nessuno regala niente. Vedere che l’impegno viene vanificato così scoraggia".