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Lo ‘scippo’ di Sanremo . Marcette e sentimenti al festival made in Rimini

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22.02.2026

Il Festival della Canzone Italiana si sa, è un evento che tutto il mondo ci invidia. Creato e ideato a Rimini nel 1936, nel ‘51 sbarcò nella riviera dei fiori in quel di Sanremo e lì ci è rimasto. L’occasione mancata è una di quelle che fa male, se si pensa che la competizione canora è divenuta negli anni, anche dopo l’avvento della televisione, un fenomeno turistico capace di incidere sul costume, rappresentando un motore economico per la Liguria. La storia racconta che nel 1936, tra marcette di regime e melodie canore, quel festival lo abbiamo ideato proprio qui. Il tutto fu opera ardita di un organizzatore illuminato, tale Valfredo Montanari, che armato da spirito pionieristico, come funzionario addetto alla promozione turistica, insieme al direttore del corpo musicale della banda della città, Antonio di Jorio, istituì un concorso destinato a fare storia. Con la collaborazione dell’Azienda di soggiorno di Rimini, la diretta radiofonica dell’allora EIAR e del ministero della Propaganda, si voleva fare di Rimini "il punto di riferimento del canto autarchico contro le mode musicali provenienti dall’estero". Un’occasione politica per affermare l’italianità, per la cultura e la storia del costume del tempo, un modo per evidenziare lo spirito di iniziativa del popolo riminese e la propria vocazione innovativa turistica.

Rimini in quel periodo aveva un luogo che era già storia, il Kursaal, e il buon Montanari decise di collocare l’evento proprio lì per Ferragosto: nacque così il Primo Concorso Nazionale della Canzone Italiana. Le canzoni dovevano essere inedite e i testi farciti di sentimenti e ideali del regime bandendo le influenze straniere, i premi in palio rilevanti e la diffusione in tutte le radio nelle case degli italiani, garantita.

Al festival riminese parteciparono 291 concorrenti ma ne vennero selezionati 14: il primo classificato avrebbe vinto un premio di 3mila lire, una cifra importante per quei tempi. Quale luogo più chic della Riviera adriatica poteva prestarsi alla manifestazione se non la suggestiva e sfarzosa cornice del Kursaal, delle due palazzine municipali e della Fontana dei quattro cavalli marini? Il festival ebbe un grande successo, tanto che lo stesso giorno in cui si svolse, il 15 agosto del 1936, il Duce arrivò a Rimini con donna Rachele per per assistere all’evento. Insomma, il messaggio fu chiaro: la virilità e la forza dovevano trionfare dappertutto, dall’urbanistica alla musica.

Il concorso canoro fu un successo popolare immenso, tanto che la stampa che a quei tempi era più che altro propaganda, ne scrisse per giorni e giorni, portando la riviera alla ribalta nazionale. Di fatto fu una grande festa all’aperto, organizzata bene per attirare il pubblico, dove però le canzoni non spiccavano. Si disse che i motivetti erano scopiazzati da musichette estere di moda e scritti con poche vere parole: una stroncatura a livello musicale che latitava anche di belle voci. Si replicò nel 1937 e nel 1938 sempre nel piazzale del Kursaal davanti a più di 10mila persone. Le bombe caddero su Rimini il primo novembre del 1943, la Seconda guerra mondiale era nel suo pieno e fino al settembre del 1944 le canzonette passarono in secondo piano. Passata la guerra, nel 1947, l’azienda di soggiorno di Rimini ripropose la manifestazione l’11 agosto al teatro Novelli. Fu così che dopo la guerra il concorso canoro tornò a far suonare le sue note e in finale arrivano sei canzoni, proposte dalle orchestre dirette dai maestri Zoffoli e Araldi e cantate dalla Miss Italia del 1946, l’attrice Silvana Pampanini, dall’attore Vittorio Caprioli e altri cantanti presentati da Dino Falconi. Il primo premio era salito di molto: ben cinquantamila lire, ma non fu assegnato a nessuno. Per la giuria non c’era un brano e un’interpretazione degni di essere ricordati.

Il Festival della Canzone italiana non venne più riproposto e dopo quattro anni, il 29 gennaio del 1951, in un piccolo comune ligure, noto fino a quel momento per uno dei classici del ciclismo, la Milano-Sanremo, promosse in sordina una gara musicale e premiò la canzone ‘Grazie dei fiori’ cantata da Nilla Pizzi. Il resto è storia.


© il Resto del Carlino