Duemila persone alla marcia della pace. L’appello interreligioso, ma restano le polemiche |
Bologna, 1 gennaio 2026 - Quasi duemila persone alla marcia della pace dal titolo ‘Dalla parte delle vittime. Disarmati e disarmanti’ partita alle 14.45 da piazza VIII Agosto alla presenza del sindaco Matteo Lepore, del cardinale Matteo Zuppi, delle comunità cittadine e di cristiani, ebrei e islamici, con anche Daniele De Paz, presidente della Comunità ebraica di Bologna con il rabbino Marco del Monte, Yassine Baradai, nuovo presidente Ucoii, Abu Bakr Moretta, presidente della Comunità religiosa islamica italiana.
Insieme, di fronte a 59 cartelli con i nomi di altrettanti Paesi ancora feriti dalla guerra (dopo i saluti iniziali affidati ad Alberto Zucchero del Portico della Pace e di Angela Querzè, madre di Sofia Stefani, la vigilessa uccisa ad Anzola dell'Emilia, da anni impegnata nel movimento pacifista)
hanno recitato un appello interreligioso alle pace. “È un appello che esprime il tanto che unisce, messo a dura prova da quanto sta accadendo, ma nella certezza che il dialogo deve trovare le soluzioni a quanto umilia le nostre fedi e resistere. Ciascuno di noi – primi firmatari – avrebbe certamente qualcosa da aggiungere per esprimere il dolore che proviene dalle rispettive comunità, nelle quali vi sono posizioni e convinzioni diverse, così come aspettative........