Iscrizioni alle scuole superiori 2026 nelle Marche: licei al top, tecnici in ripresa. “Cresce il 4+2”

Ancona, 24 febbraio 2026 – I licei continuano a dominare, con la prevalenza dello scientifico, considerato dalle famiglie «una sorta di passepartout per il futuro»; in recupero gli istituti tecnici e professionali, mentre si assiste a una riduzione del numero complessivo degli iscritti, passati nelle Marche dai 14.192 dell’anno scolastico 2024-2025 ai 13.469 del prossimo, conseguenza del calo della natalità ormai in atto da quasi dieci anni. È quanto emerge dal quadro delle iscrizioni alle scuole superiori marchigiane per l’anno scolastico 2026-2027, che si sono chiuse alle 20 di sabato.

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L’ufficio scolastico delle Marche: lieve inversione per gli istituti tecnici

I dati definitivi sono stati resi noti ieri dall’ufficio scolastico regionale delle Marche, del quale è direttrice generale Donatella D’Amico, che commenta così il dato sulla natalità: «Ci sono segnali positivi per quanto riguarda le iscrizioni alle scuole per l’infanzia, ma il processo sarà lungo e richiederà anni». Sul fatto poi che i licei restino la scelta preferita dagli studenti in tutte le province, la direttrice D’Amico spiega che «certe tendenze non si cambiano in un giorno, anche se assistiamo a una lieve inversione per gli istituti tecnici, dopo il calo pauroso degli anni passati, in particolare per l’indirizzo di amministrazione, finanza e marketing». «Abbiamo cercato di fare tanta informazione tra gli studenti – aggiunge –, ma le innovazioni nella scuola sono sempre molto lente».

Funziona la formula 4+2 (di specializzazione)

La formula che sta riscuotendo maggiore successo sia negli istituti tecnici che nei professionali è quella dei quattro anni (scuola superiore) più due (Its-Istituti tecnologici superiori). In sostanza il ciclo di studi superiore è concentrato in quattro anni (non più in cinque), cui se ne aggiungono altri due di alta specializzazione. «L’obiettivo – spiega la direttrice D’Amico – è di superare il divario tra la preparazione offerta dagli istituti superiori, tecnici e professionali, e il mondo del lavoro».

Non più due strade divergenti, ma la costruzione di percorsi che portano verso lo stesso obiettivo: assicurare allo studente il posto di lavoro al termine del ciclo scolastico. Questo perché le singole «figure professionali – sottolinea D’Amico – sono pensate sulla base delle esigenze delle imprese. Negli Its, infatti, sono presenti diverse aziende, che fanno co-progettazione con le scuole e si affiancano ai docenti per la creazione entro i sei anni di figure tecniche altamente qualificate».

«L’anno scolastico 2026-2027 sarà il terzo di questa sperimentazione, che sta registrando una crescita significativa – dice ancora –. La formula del 4+2 inizialmente è stata adottata da un solo istituto, l’anno scorso sono diventati sette e dal prossimo saranno ventuno. È un percorso che si va costruendo passo dopo passo».

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“Non sempre i licei sono il meglio: serve la formazione tecnica”

E ancora D’Amico. «Ogni famiglia vuole il meglio per la formazione dei figli e finora l’ha individuato nei licei, perché l’idea è sempre stata quella di assicurare una preparazione di alto livello e poi lasciare ai figli la decisione al momento della scelta universitaria. Non è facile fare comprendere ai genitori che per raggiungere un posto di lavoro di rilievo, soprattutto nel settore della manifattura, serve una formazione tecnica. Quelle che si creano con il percorso 4+2 sono figure ricercate non soltanto nelle Marche, ma anche fuori dalla regione e comunque importanti per lo sviluppo e magari la rinascita del territorio».

Il liceo del Made in Italy: ecco a cosa prepara

Non facile da fare passare tra le famiglie anche il messaggio formativo del liceo del Made in Italy che, partito come sperimentazione, ora sta entrando nella fase ordinaria. «Speriamo sia comunque mantenuta la possibilità di formare le classi con un numero minimo di dieci alunni (normalmente sono di 27 studenti) – è ancora la direttrice D’Amico –. Pur partendo col nome di liceo, in realtà il percorso di studi può essere attivato anche da istituti tecnici o professionali, come è avvenuto a Urbania, all’Istituto omnicomprensivo Della Rovere. Il liceo Made in Italy serve a formare manager, figure che nelle imprese abbiano un ruolo propulsore e di coordinamento, imprenditori che lavorano sui prodotti del Made in Italy: una strada nuova, soprattutto incentrata nell’ambito giuridico-economico, che a volte manca in queste scuole. Perciò speriamo in una progressiva affermazione».

Liceo sportivo anche a Urbino

Non hanno invece problemi di appeal i licei sportivi, tanto che diverse scuole, nell’ambito dell’autonomia, hanno attivato l’opzione sportiva. Tra i licei sportivi che partiranno dal prossimo anno scolastico c’è sicuramente quello di Urbino, che ha raggiunto il numero minimo di dieci iscrizioni.


© il Resto del Carlino