"Stipendi troppo bassi e orari massacranti" |
Paolo Manzelli, segretario generale Uil Cesena, la Confartigianato lancia l’allarme sulla mancanza di figure professionali (come falegnami, carpentieri, panettieri), da dove deriva questa carenza?
"Certe professionalità hanno un comune denominatore: le giovani generazioni vedono questi lavori poco attrattivi, principalmente per le retribuzioni non adeguate rispetto al carico di lavoro".
Cos’altro disincentiva i giovani?
"C’è un tema di salari e un tema importantissimo della conciliazione vita-lavoro. I nuovi aspiranti lavoratori chiedono una profonda revisione, che permetta loro di avere una professione che li soddisfi, senza turni massacranti a vita".
Alcuni imprenditori dicono che ‘non ci sono più i dipendenti di una volta’… "Non è così. I giovani d’oggi hanno tanta voglia di lavorare e vogliono mettersi in gioco. Non è vero che non c’è disponibilità, occorre valorizzare il lavoro".
"Il lavoratore è la parte che va tutelata. Gli imprenditori talvolta si limitano a dire che ‘non trovano dipendenti’. Ma spesso viene offerto un lavoro sottopagato che non dà la possibilità di costruirsi una vita. I giovani vogliono costruirsi un futuro, con uno stipendio che gli permetta di avere una casa e sostenere il costo della vita di oggi. E con gli stipendi che abbiamo è sempre più difficile".
Come conciliare le contrapposte esigenze di datori e dipendenti?
"Dal punto di vista giuridico il lavoro che viene offerto oggi è povero e precario. Dal punto di vista datoriale si parla di ‘non trovare i dipendenti’, ma quando si fanno le trattative si punta sempre al ribasso. Si dovrebbe capire a tutto tondo dove sta andando il nostro mondo. Un giovane che ha ambizioni cerca un lavoro che lo realizzi e lo valorizzi".
"Il rischio è la ‘fuga dei talenti’ all’estero. Anche in sanità molti professionisti qualificati preferiscono lavorare all’estero perché le condizioni di lavoro sono migliori".