Alla scoperta di "Ancona Revisited"

La Mole Vanvitelliana ospita la mostra fotografica di Massimo Baldini: scatti "accompagnati" dai versi di Scataglini

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Un intenso, a tratti sorprendente, viaggio alla scoperta di un’Ancona ‘rivisitata’, tra immagini e versi.

Le prime sono quelle del fotografo Massimo Baldini, protagonista di una mostra che fino al 14 giugno sarà ospitata alla Mole Vanvitelliana. I secondi sono quelli di Franco Scataglini, che ‘dialogano’ con buona parte degli scatti esposti, in un rapporto che è emozionale, interiore, non certo ‘didascalico’.

Il titolo della personale è appunto ‘Ancona Revisited’, e come scrive Franco Brevini nel libro-catalogo edito da Affinità Elettive, rappresenta "un’indagine visiva e poetica, capace di coniugare rigore analitico e sensibilità estetica". Il termine revisited "richiama l’idea del ritorno come occasione per una rilettura e una ricomposizione: da un lato lo sguardo che si posa nuovamente su un luogo familiare, dall’altro la distanza critica che permette di reinterpretarlo".

"Io sono nato ad Ancona – racconta Baldini -, che ho lasciato alla fine del liceo, per fare l’università. Il rapporto con la città si è interrotto. Solo di recente ho capito che Ancona è la città a cui sono più legato tra quelle in cui ho vissuto. Le foto raccontano questa riscoperta delle origini, questo ritrovamento della città, di cui mostro alcuni aspetti inediti, poco visti. E’ un invito a riaprire gli occhi su Ancona".

In effetti l’allestimento offre allo sguardo del visitatore scorci quasi ‘segreti’, particolari che di solito sfuggono all’attenzione, a fianco di luoghi ben noti (il Duomo, il Passetto, piazza del Papa, la Mole, il Porto antico) ma spesso colti da un’angolatura inconsueta, capace di generare nuove prospettive, fisiche e mentali. Baldini si dice molto legato a Scataglini, e "colpito dalla sua lingua e dal suo rapporto con la città".

Non a caso l’assessore alla cultura Marta Paraventi sottolinea il "valore particolare" della mostra, "anche perché restituisce centralità alla voce di Scataglini. Nei suoi versi la città non è mai soltanto uno sfondo, ma diventa memoria, identità, responsabilità, visione".

Insomma, entrambi, fotografo e poeta, invitano a guardare Ancona "con maggiore profondità, oltre la superficie". Tutte le foto sono a colori, con i cieli volutamente bianchi per non "distrarre l’attenzione" di chi guarda dal luogo ritratto. Baldini spiega che questo lavoro fa parte di un progetto più ampio, "Italia Revisited", ed ha come ideale riferimento Luigi Ghirri, massimo rappresentante della "fotografia di paesaggio" italiana.

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