La liberazione di Alberto e Mario. Il ministro Tajani: “Lavoro lungo e discreto. Il ‘sistema Italia’ funziona” / |
Roma, 13 gennaio 2026 – La notizia della liberazione di Alberto Trentini e Mario Burlò arriva all’alba, ma è da tempo che il ministro degli Esteri Antonio Tajani la insegue. E, del resto, non a caso, rivendica “un lavoro lungo e discreto” e parla di “segnale forte che l’Italia apprezza molto” da parte della presidente ad interim Delcy Rodríguez. Ma la liberazione apre anche a altre domande: che messaggio manda l’Italia a Caracas, a Washington e ai 42 italo-venezuelani ancora detenuti?
Ministro, oggi festeggiamo. Ma l’interrogativo che molti si pongono è semplice: che cosa ha sbloccato davvero la liberazione?
“È stato un lavoro di mesi, condotto con riserbo da tutto il ’sistema Italia’: Farnesina, ambasciata, intelligence, Palazzo Chigi. La svolta è arrivata ieri sera, quando verso le otto mi ha chiamato il ministro degli Esteri venezuelano, Yvan Gil, per annunciarmi che la presidente Rodriguez aveva preso la decisione di liberare Trentini e Burlò, e che nel giro di poche ore sarebbero stati rilasciati. Siamo molto felici di questo risultato, frutto di un grande lavoro sottotraccia, sempre in collegamento con la famiglia, con un impegno diretto del presidente del Consiglio. E con l’occasione voglio ringraziare l’ambasciatore, Giovanni Umberto De Vito, per come ha lavorato per........