Alessandra era incinta: trovata morta in una tenda assieme a Evandro |
Nella tenda, ampia e ben piantata sul terreno, l’attenzione si è concentrata su una stufetta a legna. L’ipotesi investigativa è quella di un’intossicazione da monossido di carbonio: le esalazioni avrebbero saturato l’ambiente chiuso, stordendo la coppia nel sonno fino a provocarne il decesso. La Procura ha disposto l’autopsia all’obitorio dell’ospedale Ospedale Mazzoni per accertare con precisione le cause della morte. A rendere ancora più lacerante la vicenda è la gravidanza di Alessandra, in fase avanzata. Una vita in arrivo che amplifica il senso di smarrimento.
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Perché Alessandra era nella tenda?
La giovane, di origini sudamericane e adottata da una famiglia ascolana, era seguita dai servizi sociali e dall’Azienda sanitaria territoriale: le era stato assegnato un alloggio al Villaggio Santa Marta e veniva accompagnata in un percorso di tutela della maternità dal Centro Accoglienza Vita. Resta dunque un interrogativo doloroso: perché scegliere di trascorrere la notte in tenda, lungo il fiume, sfidando il freddo pungente? Evandro, anche lui sudamericano, non risultava in carico all’assistenza sociale. In città lo si vedeva passeggiare con il suo cane, inseparabile compagno. Proprio l’animale, sopravvissuto quasi per miracolo, ha colpito i soccorritori per quella presenza ostinata accanto ai padroni, come a custodirli fino all’ultimo.
L’amico: “Era sempre sorridente, nonostante le difficoltà”
Tra chi li conosceva c’è incredulità. Sandro Biondi, titolare dell’omonimo bar-tabaccheria in via del Trivio, fatica a trattenere l’emozione: «Quando ho saputo che erano loro non riuscivo a crederci. Alessandra la conoscevo da quando aveva 14 o 15 anni, l’ho vista crescere qui dentro». La ricorda «sempre sorridente, nonostante le difficoltà», una ragazza che negli ultimi tempi frequentava meno il locale ma che salutava tutti con spontaneità.
«Non riesco a capacitarmi – aggiunge – del perché abbiano dormito lì. Faceva freddo, era una notte rigida. E poi lei aspettava un bambino… è una cosa che ti spezza il cuore». Di Evandro ricorda la presenza discreta e il cane sempre al seguito: «Il giorno prima era passato, scherzava. Sembrava tutto normale».
Le indagini hanno escluso segni di violenza e, allo stato, appare remota l’ipotesi di sostanze. Resta l’immagine di due vite fragili che hanno cercato riparo dal freddo affidandosi a una soluzione improvvisata, rivelatasi letale. In quella tenda, tra il fumo di una stufa e il gelo della notte, si è consumato un dramma che lascia la città attonita.