menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

La storica Cartoleria Bellei compie 200 anni, doppia festa per i 90 di Angelo. “Ma Bologna è cambiata”

7 0
12.03.2026

Angelo Buganè e Barbara Pievani dentro la cartoleria Bellei in via IV Novembre

Articolo: Dopo quasi 50 anni La Tramontana non balla più: "Diventerà una casa di riposo"

Articolo: L’enoteca di Umberto Eco compie 50 anni, Stefano: “Ma non era un gran bevitore”

Articolo: Chiude lo storico negozio La Leonarda di Piazza Grande: “I cantieri della Garisenda ci hanno messo in difficoltà”

Bologna, 11 marzo 2026 – Un profumo di legno di matite appena temperate, di gomme da cancellare, di carta da quaderni. È l’atmosfera di altri tempi che si respira appena si entra nella bottega storica Cartoleria Bellei che, domani alle 18,30, compie 200 anni di attività. Un traguardo importante che, l’attuale proprietario Angelo Buganè, festeggerà assieme ai suoi 90 anni, che porta egregiamente. Sarà la festa di tutta la strada, via IV Novembre nel pieno centro storico, perché Angelo è molto stimato per la sua gradevolezza e simpatia, quella che oggi si chiama autentica ‘bolognesità’. Una storia, quella della cartoleria, che si identifica con la famiglia Bellei, con il fondatore Michele che la apre nel 1826 col nome di Cartoleria del Leone, per modificarlo dopo qualche mese in ‘Cartoleria Bellei ditta di Michele Bellei’. A lui succederanno il figlio Marco, poi Pietro e quindi Eugenio che, nel gennaio del 1975, la vende all’attuale proprietario.

Angelo Buganè, perché ha acquistato una cartoleria?

“Sin da piccolo amavo il commercio, tanto è vero che con mio, fratello finita la guerra, dopo la Messa, andavamo in giro per i campi a raccogliere le schegge di ferro e di rame che vendevamo a 2 e 4 lire al chilo. In seguito ho fatto il liceo classico e ho insegnato matematica per 11 anni. Dopo altri lavori, la mia passione per la cancelleria ha vinto su tutto e con grandi sacrifici, sostenuto spiritualmente dalla mia famiglia, ho comperato la cartoleria”.

Cosa ricorda di quel periodo?

“Il mutuo che ho fatto per acquistarla e sistemarla. Però devo tornare al precedente proprietario quando, a causa di un bombardamento che aveva sventrato il muro del Comune di fronte, e quindi distrutto anche la cartoleria, per un po’ di tempo, mentre si ricostruivano i muri, vendeva su una bancarella tutti gli oggetti da cancelleria. Poi è ritornato nel negozio. Quello stesso che io ho cambiato, spostando il magazzino da sopra all’attività, a sotto”.

L’enoteca di Umberto Eco compie 50 anni, Stefano: “Ma non era un gran bevitore”

Chi erano i suoi clienti di allora?

“Pochi bambini, perché non avevo scuole vicino, ma fornivo la carta all’Istituto Rizzoli, a banche e agli uffici limitrofi. Consegnavo anche fuori Bologna, tornando a casa dopo le 22 ogni sera. Ora la prendo con più calma. Il lavoro per me è un diversivo, come lo è la passione di aggiustare le penne stilografiche. Questo è il mio mondo e si vede dall’impronta che continua ad avere la bottega con biglietti per ricorrenze particolari molto apprezzati, penne di ogni tipo, gadget di Bologna e ogni cosa che ormai è introvabile. Sono aiutato da un’ottima collaboratrice, Barbara Pievani, che rappresenta il mio braccio destro”.

Come è cambiata la sua clientela negli ultimi anni?

“Oggi do più impulso all’articolo da regalo. I turisti comprano molti biglietti con origami e tridimensionali, giochi con carica a molla che arrivano dalla Spagna, robot e macchinine per bimbi”.

Ha avvertito il cambiamento del nostro centro?

“Molti miei clienti non riescono più a venire in centro per via dei parcheggi, però se ci vediamo ricordiamo i tempi di quando, da piccoli, comperavano i quaderni da me”.

La bolognesità esiste ancora?

“Certamente. Chi si sente bolognese doc c’è e ne è orgoglioso. Peccato che sia aumentata la gente di malaffare, per cui ho subito alcuni furti in negozio. A parte questo, attendo giovedì tutti i bolognesi per festeggiare la mia bottega storica”.

© Riproduzione riservata


© il Resto del Carlino