Una ’nuova’ Madonna col Bambino . Il restauro presentato alla città

La Madonna col Bambino dopo l’intervento di riqualificazione

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Una Madonna col Bambino ancora più splendente e lucente. Sabato, alle 17, nella Sala grande del Museo Diocesano l’opera verrà presentata al pubblico. Si tratta infatti di una importante scultura in terracotta rinascimentale, proveniente dalla chiesa di San Gregorio Magno di Casalfiumanese e custodita nelle sale del museo imolese dalla fondazione nel 1962.

Oggi, oltre 60 anni dopo, questo patrimonio artistico aumenta il suo valore, grazie al complesso e articolato intervento di restauro realizzato da Michele Pagani, sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza, con i fondi dedicati dell’8x1000 della Chiesa Cattolica. "Questo restauro – spiega Pagani di Etra restauri di Lugo di Romagna – segue un criterio fondamentale di quella che dovrebbe essere la frontiera dell’idea di valorizzazione del patrimonio storico artistico futuro. Passati gli anni del restauro ‘scientifico’, ora si tende ad orientarsi verso un restauro che si potrebbe definire di tipo umanistico, dove storia, tradizione delle tecniche artistiche e cultura si uniscono per riordinare quell’idea della materia antica che, per secoli, ha ossessionato il mondo della cultura".

Un restauro filologico, peraltro, che non si limita alla sola conservazione fisica del bene oggetto di manutenzione, ma rappresenta un momento fondamentale di ricerca scientifica e storico-artistica. Infatti, attraverso le analisi diagnostiche avanzate e la rimozione di sovra pitture o sporcizia, i restauratori possono portare alla luce dettagli nascosti, rivelando la tecnica originale dell’artista e, talvolta, modificando l’attribuzione dell’opera. "La Madonna col Bambino restaurata diventa il punto di partenza per riaprire la ricerca su una stagione artistica che appare ancora in larga parte da indagare", dice il vicedirettore del Museo Diocesano Marco Violi, in riferimento all’evoluzione storica delle produzioni di sculture in terracotta nel contesto imolese. Per questo sabato sarà presente lo storico dell’arte Marco Scansani.

"Questo restauro è stata l’occasione per una prima riflessione sul contesto della scultura in terracotta nella città e nel territorio imolese tra XIV e XVI secolo. L’opera, che sembra derivare da un modello fiorentino, permette di interrogarsi sulla circolazione di influenze e linguaggi figurativi toscani, veneti ed emiliani verso la Romagna nel corso del Rinascimento. Modelli che hanno contribuito a fare di Imola un vero e proprio crocevia di influenze artistiche", conclude Scansani.

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