Vittorio Martini, una vita tra i capelli “Iniziai da bimbo a fare le barbe. A Milano Marittima venivano i vip. Oggi lavoro ancora al centro Esp”
Vittorio Martini al lavoro nel negozio di parrucchieri al centro commerciale Esp di Ravenna
Ravenna, 8 marzo 2026 – Diventato barbiere per caso da bambino e parrucchiere per passione qualche anno dopo, oggi Vittorio Martini racconta con tanto orgoglio quella che, parafrasando il titolo del suo libro, è una “vita tra i capelli”. Sembra ieri ma era il 1954 quando il padre Angelo lo mandò a bottega nella sua Sant’Alberto a imparare il mestiere: da lì è stato un crescendo tra aperture di negozi in centro a Ravenna, a Milano Marittima, dove conobbe e pettinò i cantanti in voga negli anni 70, e infine al centro commerciale Esp, dove oggi continua a lavorare e dà lavoro a tanti colleghi. In mezzo anni di formazione e una serie di premi ottenuti grazie a impegno e dedizione.
Vittorio Martini, come è nata l’idea di diventare parrucchiere?
“L’idea è nata semplicemente perché ai miei tempi quando si finiva la scuola, nei due o tre mesi di vuoto, bisognava fare qualcosa anche a 7 o 8 anni. Mio padre aveva chiesto in giro a Sant’Alberto, dove vivevamo, e mi prese l’unico meccanico di bici e motorini di allora. Solo che non riuscivo mai a lavarmi le mani bene, una volta tornato a casa. Così, a forza di insistere, convinsi mio padre che non ci volevo più andare. Lui allora si rivolse alla cooperativa dei barbieri in piazza a Sant’Alberto dove adesso c’è la farmacia. Erano dieci o undici, tanti, quindi, oltre al barbiere, c’era chi faceva il calzolaio, chi l’assicuratore, quando c’era poco da lavorare. Mio padre chiese se mi prendevano ma gli dissero di no. Finché un giorno uno di loro, Bruno Bezzi, aprì un negozio suo, proprio davanti alla casa del poeta Olindo Guerrini, e mi prese”.
Lei quanti anni aveva?
“Avevo 10 anni: la mattina andavo a scuola e al pomeriggio andavo a bottega e facevo i compiti quando non c’era niente da fare. Ero talmente piccolo che per arrivare alle poltrone da barbiere dovevo lavorare su una cassetta della frutta”.
Così Bruno Bezzi è stato il suo primo maestro?
“Sì, mi ha insegnato prima di tutto la coreografia con la saponata, e........
