Il ‘sistema Spadino’ e il business delle pompe funebri: “È morto quel vecchio? Le altre agenzie devono fallire, è il mercato” |
Luca Spada, 27 anni, arrestato dai carabinieri
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Meldola (Forlì) – Meldola, città di Spadino, nel Forlivese, dove il clima si fa incandescente. L’aura è da caccia alle streghe. I parenti del 27enne autista soccorritore della Croce Rossa, arrestato per omicidio volontario di una 85enne, e con l’accusa di avere ammazzato altri cinque anziani, stanno rintanati in casa. E nelle ultime 24 ore la compagna di Spadino – non indagata, che gestisce una piadineria – ha ricevuto decine di minacce di morte via social (soprattutto Facebook e Instagram) sia contro di lei sia contro il figlio di un anno della coppia. “Farò la stessa cosa che avete fatto voi a vostro figlio” è il tono di uno delle decine di volantini digitali.
“Farò a tuo figlio quello che avete fatto voi”: minacce choc al bimbo di Luca Spada e alla compagna
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“Siamo di fronte a un linciaggio mediatico decisamente intollerabile – rimarca il legale al quale s’è rivolto la donna, Daniele Mezzacapo –. La prima cosa che faremo è raccogliere i messaggi più gravi e girarli alla procura della Repubblica. A nostro parere sotto il profilo giuridico si possono profilare le fattispecie penali di atti persercutori, minaccia, molestia e diffamazione. Da questo momento ogni messaggio intimidatorio – prosegue l’avvocato Mezzacapo – verrà debitamente acquisito e ogni condotta sarà oggetto di valutazione ai fini dell’esercizio delle azioni di tutela nelle sedi competenti”.
La compagna di Spadino, Elena, 22 anni, da sabato – giorno dell’arresto dell’autista della Cri – non esce di casa. “È sotto choc – precisa l’avvocato Mezzacapo. E queste minacce l’hanno provata ancora di più. Ma è sempre fermamente convinta che Luca sia innocente”.
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Un “ponte” tra i trasporti in ambulanza e le pompe funebri
Intanto le indagini dei carabinieri proseguono. Per l’accusa Spadino aveva creato “un sistema”. Per mesi, anzi per anni, il 27enne avrebbe gestito un “metodo di lavoro” che avrebbe in qualche modo collegato la sua mansione di autista soccorritore della Croce Rossa con la sfera delle agenzie funebri. Gli atti d’inchiesta dei carabinieri di Forlì e dei Nas di Bologna, che hanno condotto l’indagine su Spada, contano centinaia di pagine. Nella prospettiva accusatoria il “sistema Spadino” sarebbe stato quello di creare “un ponte” tra i trasporti in ambulanza e quelli delle pompe funebri.
Spada e il collega della Croce Rossa: “Bene bene... è il mercato...”
Nell’ordinanza della giudice Ilaria Rosati il “sistema Spadino” si evince da diversi dialoghi. Non ci sono transazioni ufficiali di denaro. Ma pure il collega Radu della Croce Rossa è informato sull’attività di Spadino (intercettazione del 21 novembre 2025): “Quindi è morto quel vecchio?”, chiede Spadino; “No l’abbiamo salvato” replica Radu; “Ma no qualcuno deve morire ogni tanto”, ribatte Spadino; “Sì ma dai tanto su questo qui non facevi neanche un euro...”. Radu, stimolato da Spadino aggiunge: “A Forlì non deve morire più nessuno così le altre agenzie vanno in default...”; “Bene bene... è il mercato...”.
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