Il caso Spadino a un bivio: si punta sulla morte di Deanna o si cercano altre prove? /

Luca Spada, 27enne autista soccorritore della Croce Rossa; a fianco il procuratore Cieri

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Forlì, 18 aprile 2026 – Puntare tutto sulla morte di Deanna. Oppure continuare le indagini magari anche con un allungamento dei termini per cercare di trovare il carico indiziario pure per le altre cinque morti.

Il caso Spadino continua ad essere passato al microscopio, analizzato costantemente dagli inquirenti, coordinati dal capo della procura Enrico Cieri e dal pm Andrea Marchini. Le morti contestate a Luca Spada, per tutti Spadino, 27enne autista soccorritore della Croce Rossa, sono sei, da febbraio a novembre 2025. Spadino è accusato di omicidio volontario pluriaggravato.

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La morte di Deanna: unica istanza accolta

Il giudice Ilaria Rosati, nella sua ordinanza d’arresto, ha però bocciato la richiesta dei pm per cinque morti. Per “mancanza di indizi”. Il gip ha accolto l’istanza della procura per la sola morte di Deanna Mambelli, 85 anni, deceduta il 25 novembre 2025, mentre dall’ospedale di Vecchiazzano – dov’era stata ricoverata ad inizio di novembre per un malore – doveva andare a Villa Igea per una riabilitazione. Deanna è morta nel trasporto. Al suo fianco, in ambulanza, c’era Spadino. I carabinieri lo accusano di avere provocato alla donna un arresto cardiorespiratorio insufflando nelle vene, attraverso un catetere, dell’aria. “Morte da embolia gassosa” è la conclusione dell’autopsia, eseguita quasi nell’immediatezza dei fatti, e firmata dal medico legale Donatella Fedeli. Gli inquirenti ritengono il risultato dell’esame autoptico una pistola fumante contro Spadino, arrestato sabato scorso e tuttora detenuto nel carcere della Rocca.

Valutazioni in corso su come andare avanti con le indagini

In queste ore pm e detective dei carabinieri stanno decidendo quale strategia utilizzare. Continuare a cercare prove contro Spadino anche le altre morti o puntare tutto sulla sola morte di Deanna, per la quale c’è anche una parte offesa, i famigliari della vittima, assistiti dagli avvocati Massimo Mambelli e Max Starni. Nella seconda ipotesi, i tempi d’indagine si accorcerebbero sensibilmente. E la procura potrebbe chiedere forse anche prima dell’estate un giudizio immediato per omicidio volontario contro Spadino.

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La difesa lavora a una controperizia

Dall’altra parte gli avvocati di Spadino, Marco Martines e Gloria Parigi (dopo l’interrogatorio di mercoledì davanti al giudice Rosati, in cui Spadino ha professato la sua innocenza) stanno in queste ore valutando i nominativi degli esperti medico-legali ai quali affidare una controperizia capace di ribaltare le conclusioni accusatorie della procura, che si basano sugli esiti firmati dalla Fedeli. Tutto ciò tenendo conto che gran parte del gravame indiziario, contenuto nell’ordinanza, per la difesa “non ha rilevanza penale”.

Le intercettazioni di Spadino

I difensori si riferiscono a tutte le frasi (centinaia) captate dalle intercettazioni, ai movimenti sospetti di Spadino, come quando smonta la telecamera dei carabinieri nell’ambulanza (“Non stava smontando la telecamera, s’era solo accorto di un filo pendente” ha precisato Martines) e alle possibili relazioni tra Spadino e le agenzie funebri (“Spada era in contatto con una sola agenzia, ma a titolo d’amicizia”). Tutto materiale “non rilevante ai fini penali”, ripete la difesa.

Che peraltro fonderà la richiesta di scarcerazione di Spada sia sul fatto che la siringa che avrebbe ucciso Deanna non è mai stata trovata (“smaltita dagli operatori”, ha detto la stessa procura) sia sulla mancanza di un movente. Dettaglio che ha pesato, non poco, nell’ordinanza del giudice Ilaria Rosati (che peraltro ha negato in tutti i sei casi anche l’aggravante della premeditazione), nel momento in cui il magistrato ha bocciato l’arresto di Spadino per le altre cinque morti contestate dagli inquirenti.

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