Adesca minorenni nel parco: “Prometteva Iphone e denaro”

Un avvocato in tribunale

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Ferrara, 18 marzo 2026 – Prima offre una bibita e un kekab a due ragazzini di appena 15 anni, poi inizia a inviare messaggi via cellullare chiedendo di poterli incontrare in un luogo appartato in cambio di 100 euro, una pizza e un Iphone 14. La gentilezza iniziale si trasforma in adescamento e i minori raccontano tutto ai genitori. Scatta, quindi, la denuncia nei confronti di un 26enne straniero. Le accuse sono pesanti: adescamento di minorenni allo scopo di commettere reati sessuali, mediante artifici, lusinghe. Un reato punito con la reclusione da uno a tre anni.

I fatti risalgono al gennaio 2024: l’uomo incontra i ragazzi vicino a un ’kebabbaro’ e subito si dimostra gentile con loro pur non conoscendoli. Arriva a offrire il pranzo pagando un kebab e una bibita per ciascuno. Poi li convince a scambiare con lui il numero di cellulare. Dopo le gravi accuse nei suoi confronti, scatta il rinvio a giudizio. Ieri al tribunale di Ferrara avrebbe dovuto svolgersi la prima udienza predibattimentale, che è stata rinviata al 13 luglio. Dovranno essere le prove per confermare o meno i racconti dei due ragazzini. In una circostanza il 26enne avrebbe cercato di attirare sulla panchina di un parco in piena notte uno dei 15enni.

“Ti regalo un cellulare Iphone 14, una pizza e ci aggiungo 100 euro”, la proposta per convincere il minore a raggiungerlo. I messaggi poi sarebbero continuati sempre con il tentativo del 26enne di persuadere i ragazzini a raggiungerlo in luoghi appartati, lontano ovviamente dal controllo delle famiglie. Oltre ai regali, l’uomo non avrebbe mai fatto mancare complimenti di natura fisica, che hanno fatto insospettire i due 15enni. I genitori si erano accorti che qualcosa non andava nel loro comportamento, che era mutato all’inizio dell’anno scorso. Poi i ragazzini hanno raccontato dell’incontro con quel 26enne e le strane richieste corredate da regali, anche costosi. Le famiglie hanno subito contattato i carabinieri per sporgere denuncia. L’uomo, in realtà, non avrebbe le possibilità economiche per fare certi regali. Il suo intento sarebbe stato soltanto quello di attirare i ragazzi fuori di casa.

In sua difesa il 26enne ha parlato di un grosso equivoco, dal momento che i messaggi via cellulare sarebbero stati modificati dal traduttore, dal momento che l’uomo non avrebbe una buona padronanza delle lingua italiana. In pratica, sarebbero arrivati delle frasi con un significato diverso da quello che lui stesso si proponeva. E qui sarebbe nato l’equivoco dell’adescamento nei confronti di due minori. Le storie dei ragazzi andranno quindi verificare nelle prossime udienze.

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