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Gli italiani da medaglia in gara giovedì 19 febbraio

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18.02.2026

Milano, 18 febbraio 2026 - Milano Cortina 2026 entra sempre più nel vivo e quella di giovedì 19 febbraio si annuncia come una giornata carica di aspettative per i colori azzurri. Tra sci alpinismo, combinata nordica e pattinaggio di figura, l’Italia può legittimamente ambire al podio in più di un’occasione.

Sci alpinismo, Murada guida l’assalto

I riflettori si accendono sulla finale sprint femminile di sci alpinismo, disciplina al debutto olimpico che sta già regalando spettacolo. Le speranze tricolori sono affidate a Giulia Murada, atleta valtellinese che in stagione ha dimostrato solidità e brillantezza nelle prove veloci. Per salire sul gradino più alto dovrà vedersela con la francese Emily Harrop, punto di riferimento del circuito internazionale, ma Murada ha le carte in regola per inserirsi nella lotta per le medaglie. Subito dopo toccherà alla gara maschile, con Michele Boscacci a difendere le ambizioni azzurre. L’esperienza e la conoscenza dei percorsi alpini potrebbero fare la differenza in una prova che si preannuncia tiratissima sin dalle qualificazioni.

Pittin nella combinata e Gutmann nel pattinaggio di figura

Nel programma di giornata spazio anche alla combinata nordica, disciplina che unisce salto e fondo e che tradizionalmente richiede equilibrio e sangue freddo. Tra gli azzurri spicca il nome di Alessandro Pittin, alla sesta partecipazione olimpica: un veterano capace di gestire la pressione come pochi. In una gara che si gioca spesso sui dettagli, la sua esperienza potrebbe trasformarsi in un vantaggio decisivo. La serata italiana ruota attorno al programma libero femminile di pattinaggio di figura. Dopo il corto, Lara Naki Gutmann torna sul ghiaccio con l’obiettivo di scalare la classifica e inserirsi nella corsa alle medaglie. Servirà una prova impeccabile, capace di coniugare precisione tecnica e intensità interpretativa, ma davanti al pubblico di casa l’azzurra può trovare quell’energia in più per superare i propri limiti


© il Resto del Carlino