Nella difesa del Bologna spazio per Joao Mario e Miranda. Rimangono tanti dubbi sui due centrali. Turnover calcolato e una chance per Dallinga |
Un occhio all’Udinese e l’altro al Brann: impossibile che Vincenzo Italiano non faccia un doppio calcolo di formazione. Tocca soppesare le forze, anche perché si apre un’altra settimana (lunga) da una partita ogni tre giorni: oggi l’Udinese, giovedì il Brann e martedì la trasferta di Pisa. Un motivo di curiosità è capire se il 4-3-3 più prudente delle ultime uscite prevederà, come sul campo gelato di Bergen, la rinuncia al feroce pressing alto: difficile, ma non da escludere. Tra i pali, detto che prima o poi Ravaglia riavrà una chance, Skorupski sembra in vantaggio.
A destra Joao Mario può far tirare il fiato a Zortea, Miranda viceversa con Lykogiannis ko il fiato non può tirarlo mai. Tema centrali: Lucumi può giocarle tutte? Forse no. E in tal caso è una soluzione il ritorno alla titolarità di Heggem, che potrebbe schiudere le porte al connazionale Helland (che col Brann non sarà impiegabile) o al più collaudato Casale. E Vitik? Un po’ di riposo anche per il ceco in teoria non guasta.
A centrocampo il ritorno post squalifica di Pobega allarga le opzioni. Due tre titolari di Bergen (Ferguson, Freuler, Moro) potrebbero accomodarsi in panchina, a beneficio dello stesso Pobega e di un Sohm che nelle prime uscite ha convinto parecchio. Davanti invece Orsolini-Dallinga-Rowe sembra il tridente più probabile, con Bernardeschi e Cambiaghi di scorta. Dominguez, influenzato, non è stato nemmeno convocato.