Italiano tra solidità e ottimismo : "E ora avanti in Europa League" |
Il pragmatismo prima di tutto: "Già da qualche partita giocare con un play davanti alla difesa e due interni di centrocampo ci dà più sicurezza: questa è la strada giusta", dice Vincenzo Italiano. Anche tornare a vincere davanti alla propria gente, con un’esultanza finale degna dei giorni migliori (perfino il compostissimo Fenucci si è scatenato come un ultras in tribuna), è il segno che dopo due mesi e mezzo alla ricerca di se stesso questo gruppo, un poco alla volta, si sta ritrovando. "Oggi dovevamo cercare di bloccare l’emorragia della vittoria in casa che mancava da troppo tempo – dice il tecnico rossoblù –. L’obiettivo erano i tre punti e li abbiamo portati a casa".
E bravo Vincenzo che ha saputo correggere in corsa il suo integralismo da calcio totale per tappare le falle di una squadra che da tempo soffriva troppo in difesa. "Venivamo da un periodo in cui concedevamo troppi corridoi agli avversari e subivamo troppe imbucate – ammette il tecnico rossoblù –. Serviva mettere un tappo a questa situazione e lo abbiamo fatto, perché da 3-4 partite, e ci metto dentro anche quella di Coppa Italia con la Lazio persa ai rigori, corriamo meno rischi dietro. E’ un aggiustamento che ci sta dando risultati importanti".
Innegabile. Così com’è innegabile che di questo Bologna più che mai pragmatico e operaio Castro sia uno dei simboli. "Santi dice che la squadra viene prima di tutto? Bravo, è così che si parla", gongola il tecnico. "Castro lo dice perché lo pensa e lo dimostra tutti i giorni, in allenamento e in partita. E lo dice anche perchè gliel’ho inculcato io il concetto...".
Finalmente sorride l’uomo di Ribera, che vincendo tre partite di fila (Torino, Brann e Udinese) si è tolto una bella scimmia dalla spalla. "Ai ragazzi avevo detto che avremmo dovuto sfruttare l’entusiasmo dei colpi fatti con Torino e Brann, perché lavorare dopo una vittoria ha tutto un altro sapore", osserva Italiano. Che ha parole d’elogio speciali per Bernardeschi. "E’ entrato e si è rivelato subito decisivo calciando quel rigore – dice il tecnico –. Sono contento per lui ed è la prova che nei momenti non belli sono i giocatori di qualità a doverci dare una mano. Castro lo ha fatto col Brann e adesso Berna ci ha fatto vincere questa partita. Avanti così e testa al Brann, perché riuscire a passare il turno e accedere agli ottavi di una competizione come l’Europa League sarebbe importantissimo".
Tanti elogi alla concretezza del gruppo ma anche qualche tirata d’orecchi. "Quando il quarto uomo alza il cartello coi minuti di recupero – dice Italiano – dobbiamo crescere facendo cose diverse". Tradotto: troppa sofferenza nei sei minuti finali.
Soffre ancora Orsolini, "ma non si deve abbattere perché la fiducia in lui è intatta". C’è anche fiducia per il recupero dell’acciaccato Heggem: "Aveva un fastidio all’anca e non lo abbiamo voluto rischiare, per averlo giovedì col Brann".