Granchio blu, la quarta invasione: caccia ai nuovi mercati in California

Il reparto dove le donne lavorano i granchi in pratica non si è mai fermato

Goro (Ferrara), 12 marzo 2026 – Minuscoli, come la capocchia di uno spillo. Ma letali. “Erano una quindicina, in fondo ad una rete. Sì, abbiamo trovato i primi granchiolini già il 18 febbraio. Un record”, non ci crede ancora Mattia Lanzoni, ricercatore dell’università di Ferrara. L’effetto del clima folle, delle alte temperature ha fatto uscire dal letargo i granchi blu con più di un mese di anticipo rispetto allo scorso anno. Era il 21 marzo, già molto presto secondo quello che dovrebbe essere il ciclo naturale dell’alieno venuto dalle coste degli Stati Uniti a colonizzare la sacca di Goro e i nostri mari.

Siamo davanti alla quarta ondata del granchio blu

“Sì, quando abbiamo tirato la rete che usiamo per fare le ricerche e studiare la specie abbiamo visto tra le maglie quei minuscoli crostacei che si dibattevano. Siamo due mesi avanti rispetto all’orologio della natura”. Sono trascorsi giorni da quel primo incontro con i figli di quello che i pescatori chiamano ’il mostro’. L’avanguardia dell’invasione che non accenna a fermarsi nonostante le nasse, le catture, lo sfruttamento di quintali e quintali che vengono pescati e venduti soprattutto oltre confine. “Granchi appena nati, femmine con milioni di uova. Questo hanno messo in luce ancora una volta i nostri studi”, precisa. Nella sacca di Goro, sulla nostra costa, la popolazione è davanti alla quarta ondata del granchio blu, anniversario di quella che per il mondo delle vongole è stata un’apocalisse.

Negli allevamenti delle vongole c’è un cimitero

Aprile e maggio del 2023, c’è un prima e un dopo. Sul fondo del mare i segni di quello che diventerà un incubo. I pescatori, nell’acqua scura riversata dall’alluvione, scoprono che negli allevamenti delle vongole c’è un cimitero. Di gusci. E’ l’inizio della fine, un settore quello delle vongole scomparse. E’ trascorso un altro anno, qualcosa è cambiato. Finanziamenti, milioni e milioni di euro, nuovi mercati, lo ’sfruttamento’ di un altro tesoro del Delta – le ostriche –, la nascita di strutture per la lavorazione del granchio blu, delle fabbriche. Sempre con la speranza, ormai solo un filo, di rilanciare il settore delle vongole. La battaglia dei pescatori è costellata anche di vittorie. Un fiume di container prende il largo per Stati Uniti e Corea, in attesa di nuovi mercati.

Si punta sui mercati della California

“Sono partiti per i mercati esteri 25 container, oltre 5mila quintali di prodotto venduto. Il prezzo che viene pagato ai pescatori è di circa 1,50 al chilo, le moleche di granchio blu vengono pagate sempre a noi pescatori tra 20 e 40 euro al chilo”, le parole di Massimo Genari, direttore del Copego, durante la visita del ministro Francesco Lollobrigida. Proprio in questi giorni Genari è volato negli Stati Uniti alla ricerca di canali commerciali. Vengono presi contatti con imprenditori sia della costa est, sia ovest. I dirigenti del Copego puntano sulla California, 900 miglia affacciate sul Pacifico, con tappe a Los Angeles e San Francisco. Lì il granchio blu è considerato una specialità.

Appuntamento cruciale alla fiera del pesce di Boston

Appuntamento cruciale sarà anche il Seafood Expo North America, la fiera del pesce di Boston, il più grande evento del settore ittico in Nord America. L’edizione di quest’anno si terrà dal 15 al 17 marzo al Boston convention and exhibition center. È un evento imperdibile per addetti e imprese del settore ittico. Un evento imperdibile per il Copego che conta 600 soci e ha creato un reparto per la lavorazione del granchio blu dove si alternano un centinaio di donne. Per loro la nuova invasione è lavoro assicurato, quelle donne portano a casa soldi e speranze. In pratica quest’anno la lavorazione, una montagna di corazze e chele fatte a pezzi su quei tavoloni, non si è mai fermata. Dopo una breve sosta, già da alcune settimane nel reparto si lucidano i granchi, ghiaccio e olio di gomito per lavorare la materia prima, metterla nei container, farla partire per destinazioni che si trovano dall’altra parte del mondo. Ma la nuova invasione rappresenta per chi ancora crede nel settore delle vongole e per il turismo un ombra molto scura. “Per Goro quello dei molluschi resta il settore cruciale, trascina l’economia”.

“L’accelerazione del ciclo di vita sotto l’effetto del clima folle rappresenta una sorpresa”

“Lo studio del granchio blu non si è mai fermato. E questa accelerazione del ciclo di vita sotto l’effetto del clima folle rappresenta una sorpresa”, ribadisce Lanzoni. Piccoli come la testa di uno spillo, grandi come una padella e gonfie d’uova. Un fenomeno preoccupante, non solo per i pescatori. “E’ uno spazzino del mare, si ciba di vegetali, pesci, molluschi. Molluschi che sono stati divorati e da un bel pezzo. Quando la popolazione di granchi è in sovrannumero rispetto alle riserve alimentari del mare c’è il rischio che si verifichino forme di cannibalismo, gli esemplari più grandi si mangiano i nuovi nati”. I ricercatori dell’Università (dipartimento di scienze dell ambiente e prevenzione guidato dal prof Giuseppe Castaldelli) ripercorrono il boom. “Il meteo folle ha fatto segnare un balzo fino a 17 gradi. Una femmina può fare da 2 a 4 milioni di uova, milioni di granchi blu”. In un giorno solo – lo scorso anno – ne state portate a riva 17 tonnellate, il fondo della Sacca una tavola liscia come il panno del biliardo. “Copego è ripartito da giorni con la raccolta e la lavorazione, ogni anno i granchi si risvegliano prima, mesi d’anticipo sull’onda delle temperature record – interviene Vadis Paesanti, vicepresidente regionale FedagriPesca Confcooperative Emilia Romagna – ma non dobbiamo dimenticare che solo il settore delle vongole riesce far girare l’economia del Delta”.

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