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Mobbing Bidello fa causa e chiede i danni

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28.02.2026

Il tavolo dei magistrati all’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei Conti

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Il dirigente scolastico di una scuola superiore della provincia di Ancona rischia di dover risarcire il ministero dell’Istruzione di quasi 82mila euro per una causa di mobbing e condotte vessatorie vinta da una dipendente che faceva parte del personale Ata. Si tratta di un presunto danno erariale indiretto che ha portato a indagare la Corte dei Conti, dopo la causa che il ministero ha perso e che la dipendente Ata ha chiamato a rispondere per una serie di comportamenti subiti a scuola dai colleghi. La dipendente si era rivolta al preside per segnalare situazioni lavorative che non andavano bene. I colleghi, venuti a sapere di questo, avrebbero iniziato a trattarla male fino al punto di far ravvisare alla vittima condotte di mobbing. All’esito del giudizio la Corte d’Appello di Ancona ha emesso una sentenza irrevocabile con cui è stato riconosciuto il diritto della lavoratrice al risarcimento del danno. In conseguenza di tale pronuncia l’amministrazione scolastica ha provveduto alla liquidazione delle somme dovute. La dipendente Ata aveva lamentato anche il mancato riconoscimento delle tutele previste per il segnalante, comprese quelle relative all’anonimato e per cui ci sarebbe la responsabilità del preside. La Procura contabile ha invitato il preside a dedurre per vedere se da parte sua ci sia stata una tutela della dipendente e se ha fatto il possibile per proteggerla. Il procedimento è ancora in fase di avanzata istruttoria, per l’ipotesi di responsabilità amministrativo-patrimoniale nei confronti del dirigente, ed è emerso ieri all’apertura dell’anno giudiziario della Corte dei Conti delle Marche. E’ uno dei casi esaminati e citati nella relazione della procuratrice regionale Alessandra Pomponio che ha evidenziato anche "gli sprechi dei contributi pubblici a cui siamo chiamati a controllare" definendoli "una piaga perché limitano il consumo di risorse per le finalità per cui sono state pensate dalla legge". Il danno erariale contestato dalla Procura regionale della Corte dei Conti ammonta a quasi 8 milioni di euro nel 2025, 43 le citazioni a giudizio. Cifra in calo rispetto al 2024 dove il danno erariale superava i 10 milioni di euro. Nelle Marche pendono giudizi di responsabilità per presunte frodi (false fatturazioni, società fittizie o lavori mai eseguiti) al Superbonus che avrebbero danneggiato l’Erario per oltre 5 milioni di euro. I fascicoli istruttori aperti sono stati 675. Nel complesso sono 3.872 i fascicoli in carico alla Procura a fronte dei 5.498 di inizio anno, quindi con una sensibile riduzione. In totale sono state pronunciate 149 sentenze per giudizi di conto e 29 per giudizi di responsabilità amministrativo-contabile di cui 25 hanno con condanne per oltre 2,3 milioni di euro. I procedimenti archiviati sono stati 2.532. Tra le amministrazioni più danneggiate da casi di responsabilità erariale ci sono lo Stato (41 procedimenti) e i Comuni (7). La cerimonia dell’anno giudiziario è stata aperta dalla relazione del presidente della sezione giurisdizionale regionale Valter Camillo Del Rosario.

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