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Doppia emergenza in ospedale. In otto ore ben undici codici rossi

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08.04.2026

Notte di grande lavoro a Torrette

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Un’ora che sembrava non finire mai. Sirene, ambulanze in arrivo a raffica e il pronto soccorso di Torrette sotto pressione come non mai. E’ successo poco prima dell’alba quando si sono concentrati sette codici rossi nel giro di sessanta minuti: un’emergenza nell’emergenza, tra l’incidente mortale avvenuto in autostrada (di cui parliamo nella pagina a fianco) e un drammatico caso di violenza domestica successo a Fano. Una situazione al limite, affrontata grazie a una mobilitazione straordinaria: circa 50 operatori sanitari coinvolti, tra medici, infermieri e specialisti, richiamati anche fuori turno per reggere l’urto. Tutto è iniziato poco prima delle 5 quando sono arrivati i quattro feriti dell’incidente mortale. Neanche il tempo di respirare e appena 40 minuti dopo un nuovo scenario drammatico. Tre ambulanze sono arrivate da Fano nel giro di pochi minuti: a bordo altri tre feriti, ancora una volta membri della stessa famiglia. Uno è in condizioni gravissime, ricoverato con prognosi riservata; gli altri due non sarebbero in pericolo di vita. "La prima gestione, quella dell’arrivo dei feriti, è stata ottima – spiega la direttrice del pronto soccorso Susanna Contucci –. Medici e infermieri dei turni di notte e del mattino si sono uniti facendo squadra: chi doveva entrare è arrivato in anticipo, chi doveva uscire si è fermato oltre l’orario". Un’organizzazione che ha retto nonostante numeri eccezionali: tra mezzanotte e le 8 sono stati registrati 11 codici rossi, che si sono aggiunti ai 10 già affrontati nella giornata di Pasquetta. Dal triage al blocco operatorio, fino alle terapie intensive, ogni passaggio è stato coordinato nei minimi dettagli. Anestesisti, chirurghi, radiologi, ortopedici, neurochirurghi e specialisti di diverse discipline hanno lavorato contemporaneamente per stabilizzare i pazienti più gravi. "Solo un polo ospedaliero di alta complessità può gestire una situazione simile – sottolinea Laura Polenta, responsabile della Direzione Medica del Salesi –. La presenza di tutte le specialità di un Dea di II livello ha permesso una risposta adeguata. La multidisciplinarietà ha fatto la differenza". Una vera e propria "giornata di fuoco", come la definisce la direttrice della Rianimazione, Elisabetta Cerutti: "Abbiamo attivato più sale operatorie contemporaneamente, richiamando tutti gli anestesisti reperibili e gran parte delle equipe infermieristiche. In 24 ore sono stati eseguiti 11 interventi di chirurgia maggiore e l’emergenza non è ancora del tutto rientrata". Alle 8 si è svolto un briefing urgente per gestire i posti letto in terapia intensiva, con il coinvolgimento anche degli ospedali di Fermo e Macerata.

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