Dal letto alla lettiga: infarto, muore 2 giorni dopo. La figlia denuncia l’ospedale: “Costretta a fare uno sforzo”

Il decesso dell’anziana risale al 2018

Ancona, 10 marzo 2026 – Se non ci fosse stato lo sforzo di alzarsi dal letto per sdraiarsi sulla lettiga che l’accompagnava in sala operatoria forse la mamma di una 56enne sarebbe ancora viva. Il forte dubbio ha portato la figlia della donna deceduta a sporgere denuncia contro l’ospedale di Torrette ritenendo la struttura e soprattutto il barelliere in servizio quel giorno responsabili della morte di una paziente che dopo una settimana avrebbe compiuto 77 anni, residente a Tolentino ma originaria della Romania.

Il decesso dell’anziana risale all’8 luglio del 2018. La figlia, 56 anni, anche lei romena, ha sporto denuncia per omicidio colposo, contro ignoti, solo a giugno del 2023, dopo aver superato un trauma che le aveva impedito di ricordare bene anche tutti i fatti di quei giorni non portati subito alla luce perché dal reparto i medici le avevano assicurato che avevano seguito tutto il protocollo e non c’erano responsabilità da parte loro.

Stando alla denuncia la madre era arrivata all’ospedale di Torrette, in pronto soccorso, perché ultimamente si sentiva molto fiacca, anche con un minimo sforzo. Era il 1 luglio.

A maggio le era stata fatta una coronarografia che rivelò come la paziente aveva bisogno di essere operata al cuore per non far progredire la malattia. Se avesse avuto un infarto in questa fase di attesa le possibilità di sopravvivenza sarebbero tate minime. Dopo una lunga attesa è stata ricoverata in Utic. Dal reparto si erano raccomandati di non farle fare sforzi, doveva essere aiutata anche per mangiare. Non sempre però c’erano volontari disponibili e la 77enne avrebbe mangiato a volte anche da sola.

Dall’Utic passa a Cardiologia dove il giorno dell’intervento, il 6 luglio del 2018, un barelliere va a prenderla ma l’avrebbe costretta ad alzarsi dal letto per sdraiarsi nella barella posta a pochi metri e con la quale doveva portarla in sala operatoria. Questo contro le volontà della figlia e della stessa paziente che avrebbero provato a dire che non poteva fare sforzi per problemi al cuore. Quando l’anziana è salita sulla barella ha avuto difficoltà a respirare. Il barelliere le avrebbe detto: “ Su non è niente solleva le gambe adesso andiamo in sala operatoria”. La 77enne ebbe un infarto nel trasporto e morì dopo due giorni senza riprendere conoscenza. La Procura ha chiesto l’archiviazione del caso non riuscendo a rintracciare dopo questi anni il barelliere di servizio. Tramite l’avvocato Luca Polita è stata presentata un’opposizione all’archiviazione che verrà discussa l’8 aprile davanti al gip Carlo Masini. Verrà chiesto di far fornire all’ospedale di Torrette i nomi dei dipendenti in servizio quel giorno.

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