Minghetti occupato: “No ai corsi a scuola con i militari, a guerra, riarmo e leva obbligatoria”

Liceo classico Minghetti occupato a Bologna: lo striscione a scuola

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Bologna, 17 aprile 2026 - “Minghetti occupato”. Da questa mattina, il liceo classico di via Nazario Sauro ha aperto la primavera delle occupazioni, con gli studenti e le studentesse radunate in giardino dopo “un’assemblea plenaria nella sede centrale”, dalla quale è emerso il “consenso all’occupazione” da parte del corpo studentesco. A fare da sfondo, lo striscione ‘Minghetti occupato’ srotolato dalle scale antincendio.

Le ragioni sono tante, come spiegano dal Collettivo Minghetti. A partir dalla “situazione internazionale e la posizione del nostro governo rispetto al riarmo europeo, ma anche all’idea di una Leva militare obbligatoria e per i finanziamenti verso Israele”. Non da meno è “la complicità con l’imperialismo statunitense, che in questi ultimi mesi ha portato avanti degli attacchi che, secondo noi, sono inaccettabili”. Ma non si tratta solo di conflitti internazionali e precari equilibri geopolitici.

“No ai corsi a scuola con i militari”

Il liceo classico è stato occupato dagli studenti, anche per protestare contro alcuni episodi avvenuti nella scuola, a cominciare da un'iniziativa organizzata dall'Accademia militare nelle scorse settimane che aveva già suscitato le proteste degli studenti. "Vediamo entrare sempre di più nelle nostre scuole - scrivono gli studenti nel documento con il quale hanno proclamato l'occupazione dell'istituto - la propaganda del governo Meloni, complice di genocidi e guerre imperialiste portate avanti da Stati Uniti e Israele, infatti al Minghetti abbiamo visto sionisti, senatori di Fratelli d'Italia e corsi con militari, chiamati senza alcun confronto con gli studenti, e volti ad arruolare studenti da mandare a combattere e morire per gli interessi della classe dirigente. Inoltre il governo Meloni cerca di mettere a tacere chi si oppone a questo presente di guerra e che minaccia il futuro delle nuove generazioni, con politiche repressive come il ddl 1660, il nuovo pacchetto sicurezza e il ddl Gasparri che rende illegale la critica allo stato di Israele. Questo clima repressivo entra anche nelle nostre scuole dove vediamo sospensioni, denunce e voti abbassati per chi si mobilita".

Manca l’educazione sessuo affettiva nelle scuole

Perché i liceali insistono sull’educazione sessuo affettiva che manca nelle scuole. A tal proposito, “abbiamo nel corso di questi ultimi mesi, come collettivo insieme alla Consulta, creato un progetto che vorremmo venisse approvato non solo nella nostra scuola, ma pensiamo sia necessario in tutte”.

In vista del 25 aprile

L’occupazione iniziata questa mattina (non si sa quanti giorni andrà avanti, visto che le trattative con la presidenza devono ancora iniziare) si colloca a pochi giorni dall’ottantunesimo anniversario della Liberazione. Per questo, spicca tra le motivazioni della protesta “il tema dell’antifascismo. Ci sembrava importantissimo prendere una posizione per la situazione che stiamo vivendo”, in cui “vediamo che organizzazioni come Azione Studentesca, che di recente aveva affisso vari volantini” proprio di fronte dell’ingresso dell’istituto che affaccia sul cortile. “Notiamo che nella nostra scuola, si stanno un po’ diffondendo ideologie di destra e conservatrici. E come studianti ribadiamo che siamo antifascisti da Costituzione”, uno dei valori che “dobbiamo sempre portare avanti”.

L’idea per portare avanti l’occupazione

Se l’occupazione dovesse proseguire, dopo le interlocuzioni con l’istituto, “abbiamo mente varie attività da fare nei prossimi giorni”.

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