Referendum, finalmente al seggio senza certificati medici o timbri. Un passo avanti per gli elettori con disabilità intellettiva

20090607 - EMPOLI - POL - EUROPEE: CONTO ALLA ROVESCIA PER RISULTATI, AFFLUENZA IN CALO. L'interno di una sezione elettorale, oggi 07 giugno 2009, ad Empoli. Conto alla rovescia per i risultati delle elezioni nei 27 paesi dell'Ue, dove stasera si concludono, tra forti timori di un astensionismo record, le operazioni di voto per scegliere i 736 eurodeputati. In Italia alle 12 aveva votato il 30,7%, contro il 34,1% del 2004. In calo anche l'affluenza alle amministrative: alle comunali aveva votato il 38,8% contro il 40,2% delle precedenti; alle provinciali il 33,5% contro il 35,3%. I seggi chiudono alle 22, poi comincera' lo scrutinio per le europee. Lo scrutinio per provinciali e comunali comincera' domani alle 14. ANSA/FRANCO SILVI/DRN

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È la fine di un’attesa durata anni e, simbolicamente, il crollo di un muro che teneva migliaia di cittadini lontani dalle urne. Da questo fine settimana, in occasione del referendum sulla giustizia, per le persone con disabilità intellettiva o con disturbi del neurosviluppo votare non sarà più una corsa a ostacoli. Grazie a una circolare del Ministero dell’Interno, presentata questa mattina (17 marzo) a Roma, basterà mostrare la propria EU Disability Card per ricevere assistenza immediata al seggio, senza dover più esibire certificati medici o rincorrere timbri burocratici.

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Il provvedimento introduce i cosiddetti "accomodamenti ragionevoli": soluzioni pratiche per garantire che nessuno veda annullato il proprio voto per una semplice difficoltà materiale. Un traguardo raggiunto grazie a un tavolo di lavoro che ha unito l’Autorità Garante, il Parlamento – rappresentato dall'onorevole Luciano Ciocchetti – e le associazioni Fish e Fand.

Ne parliamo con l’avvocato Maurizio Borgo, Presidente dell’Autorità Garante Nazionale dei diritti delle persone con disabilità, che ha coordinato questo storico passaggio verso una piena cittadinanza.  

Presidente, una bella novità, lo possiamo dire?

“Assolutamente sì. Era un traguardo atteso da anni: sulla carta il diritto di voto per chi ha una disabilità intellettiva è sempre esistito, ma l’esercizio pratico era pieno di ostacoli. Pensiamo a una persona con autismo che entra al seggio, riesce a votare ma poi ha difficoltà nel ripiegare la scheda: oggi se si esce dalla cabina con la scheda aperta, il presidente di seggio è costretto ad annullare il voto perché non è più segreto. Con un aiuto pratico in quel momento, invece, quel voto viene salvato. Ora basterà mostrare la EU Disability Card al seggio, senza più dover rincorrere timbri in Comune o portare con sé certificazioni mediche e libretti di pensione. Il voto deve essere un gesto semplice per tutti”.

Perché è stato fondamentale partire subito con il referendum del 22 e 23 marzo?

“Abbiamo apprezzato la sensibilità del Ministero dell’Interno. Da parte loro c’era il timore che servisse una riforma della legge elettorale, ma abbiamo spiegato che bastavano degli ‘accomodamenti ragionevoli’. È la grande novità della riforma della disabilità entrata in vigore nel 2024: misure pratiche che permettono l'esercizio dei diritti. Non potevamo aspettare: era giusto che queste persone potessero votare già da questo weekend”.

La presenza dell'onorevole Ciocchetti è il segnale di una stagione di riforme strutturali sull’accessibilità digitale?

“L’onorevole Ciocchetti presiede un Intergruppo che unisce tutte le forze politiche. L’Autorità Garante ha fatto da volano affinché il Ministero dell'Interno emanasse questa circolare, che è però solo un primo passo. L’obiettivo futuro è estendere il voto assistito anche a chi ha disabilità intellettive o del neurosviluppo, che oggi sono ancora esclusi. Oggi la legge permette l'accompagnatore solo per impedimenti fisici evidenti, come cecità, paralisi o impossibilità nell’uso delle mani; noi vogliamo estenderlo ai casi in cui la disabilità intellettiva impedisce materialmente il voto, garantendo sempre che la scelta resti personale e libera”.

Cosa si sente di dire ai presidenti di seggio che domenica dovranno gestire questa novità?

“Il Ministero e le Prefetture hanno lavorato intensamente per far arrivare la circolare in tempo. Ai presidenti chiedo di usare il buon senso: applicate l'accomodamento ragionevole per rendere effettivo il diritto. Senza la partecipazione politica, la valorizzazione delle persone con disabilità resterebbe solo un annuncio teorico”.

“Spesso senza accorgercene togliamo dignità alle persone disabili”

Dopo il seggio, c'è il programma elettorale: quando i partiti scriveranno in modo semplice (Easy to Read) per tutti?

“Qualcosa si muove: gli ultimi spot referendari in tv hanno usato termini più corretti, eliminando parole offensive come handicap o portatore di disabilità. In futuro vogliamo che tutta la documentazione elettorale sia accessibile anche in linguaggio semplificato o Comunicazione Aumentativa Alternativa. Non è una concessione caritatevole, come ancora troppo spesso si pensa, ma un cambio di ottica: dobbiamo mettere queste persone in condizione di esercitare ciò che spetta loro di diritto”.

Oltre il voto, quale altra sfida quotidiana vorrebbe rendere altrettanto semplice?

“Lavoriamo molto sull'inclusione scolastica e lavorativa: l'Italia ha buone leggi, ma la parità effettiva è ancora lontana. Inoltre già mercoledì 18 marzo affronteremo un tema cruciale in un convegno alla sede centrale dell’avvocatura dello Stato: il superamento di vecchi istituti come l'interdizione e l'inabilitazione, che trasformano la persona da "soggetto" a "oggetto" sostituendola con un tutore o un curatore. Dobbiamo rispettare l'autodeterminazione di ognuno, passando a un supporto che aiuti la persona senza cancellarne la volontà e la possibilità di autodeterminazione”.

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