Alice Neri, il dolore del fratello Matteo: “Haters, uccisa due volte. Non è una vittima di serie B” |
Modena, 21 febbraio 2026 – "Questa serata è dedicata non a un ‘caso di cronaca’, ma ad una persona e alla sua memora: ad Alice Neri". Con queste parole, Franco Rebecchi, presidente del Rotary Club di Carpi, ha introdotto giovedì sera un incontro molto partecipato, incentrato su Alice Neri, la giovane mamma 32enne di Ravarino, il cui corpo, il 18 novembre 2022, è stato trovato carbonizzato dentro alla sua auto data alle fiamme nelle campagne di Fossa di Concordia.
Il dolore del fratello Matteo: "Uccisa due volte, merita rispetto"
A ricordare la giovane e a ripercorrere le fasi di questi difficili anni, dal delitto fino alla sentenza con cui la Corte d’Assise di Modena, il 23 luglio 2025, ha condannato il tunisino Mohamed Gaaloul a 30 anni di carcere, sono stati il fratello di Alice, Matteo Marzoli, e l’avvocato Cosimo Zaccaria (nella foto con Marzoli), parte civile per la madre della vittima. Una serata densa di emozioni, quelle trasmesse da Matteo che ha ricordato sua sorella come "una ragazza normalissima, come tante altre", rivendicando l’urgenza di restituibile "quella dignità che le è stata tolta. Di lei si è tanto ‘sparlato’, è stata etichettata e offesa in tanti modi. La sua colpa? Essere stata in un locale a bere qualcosa fino alle due di notte. È stata uccisa due volte: non solo dal suo assassino, ma anche da una parte dell’opinione pubblica. Ora basta, merita di risposare in pace e di essere ricordata con rispetto e dignità. Non è una vittima di serie B".
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Lo strazio della madre e il peso delle indagini
Presenti alla serata anche l’avvocato Marco Pellegrini, parte civile di Matteo, nonché vari consulenti che hanno collaborato con i legali, come Davide Gaddi, Alessandra Silvestri, Lucrezia Prandi. Il fratello ha ricordato alcuni dei momenti più difficili, come quando "mia madre ha visto in diretta la trasmissione di uno youtuber che, alla presenza di due consulenti della difesa di Gaaloul, ha mostrato le foto dei poveri resti del corpo di mia sorella. In tutti questi anni – ha proseguito Matteo – io ho fatto di tutto per proteggere mamma, ho caricato ogni peso sulle mie spalle, dormendo due ore a notte per coniugare il lavoro e l’impegno sulle indagini".
La sentenza e la tutela della figlia di 7 anni
L’avvocato Zaccaria, facendo riferimento alle 248 pagine della sentenza ella Corte d’Assise, ha affermato che "ogni parola scritta in quelle motivazioni rende onore e giustizia ad Alice. Una sentenza ‘solida’ che ha ricostruito in termini estremamente credibili e oltre ogni ragionevole dubbio la colpevolezza di Gaaloul". Non sono mancate critiche rivolte a certi comportamenti e scelte della difesa, o riferimenti alla ‘guerra’ tra consulenti. "Questo processo mi ha cambiato – ha confidato il legale – mi ha reso più sensibile".
Oltre alla vittimizzazione secondaria subita da Alice, si è affrontato anche il delicato tema della figlia, che ora ha sette anni: "Mia nipote pensa che la mamma sia morta in un incidente stradale. È ancora piccola, ma arriverà il giorno in cui cercando su internet troverà tutte le cattiverie scritte su sua madre. Appena possibile valuteremo come agire, per fare valere il diritto all’oblio, ma siamo solo alla sentenza di primo grado. Di sicuro però i ‘leoni da testiera’ che hanno offeso mia sorella sui social, non resteranno impuniti".
L'intitolazione della biblioteca a Concordia
Matteo infine ha parlato del "calore umano che tante persone ci hanno manifestato. La sindaca di Concordia, Marika Menozzi, ci ha proposto una intitolazione ad Alice, di un luogo, o di una borsa di studio, o della biblioteca. Probabilmente opteremo per quest’ultima, perché Alice amava i libri e perché mia nipote potrà in futuro dire ‘vado a studiare nella biblioteca della mamma’".