Strage di Crans-Montana, l’incubo dei genitori: “Vogliamo sapere dove sono i nostri figli” /

Crans-Montana (Svizzera), 2 gennaio 2026 – “Non vogliamo numeri, vogliamo sapere dove sono i nostri figli. Dobbiamo trovarli adesso. È insopportabile non sapere niente”. Laetitia trattiene a stento le lacrime. Tra le mani tiene il telefonino. Sempre acceso, nella speranza che possa arrivare una buona notizia. Che il figlio sia vivo, anche se gravemente ferito, fra quei sei ragazzi ricoverati – su un totale di 119 – non ancora identificati perché impossibilitati a parlare e irriconoscibili.

Sempre 6 su 40 (numero fornito dalle autorità svizzere) le vittime accertate, tutte straniere. Con un tocco nervoso la donna illumina continuamente il display che sullo sfondo ritrae una foto di Arthur. Ha 16 anni ed è disperso anche lui dall’inferno del Constellation. Lì dove si è perso ogni contatto con i sei ragazzi italiani che mancano all’appello. Anche se per una, Chiara Costanzo, studentessa milanese di 16 anni, si sono perse le speranze. Lo ha confermato il padre Andrea al........

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