Il bilancio di Flavio Roda sulle Olimpiadi: “Soddisfatto dei ragazzi. Brignone? Impensabile” |
Milano, 22 febbraio 2026 – Trenta medaglie totali, record storico per l’Italia, la grande maggioranza di queste provenienti dalla Fisi, la federazione sport invernali, che racchiude gli sport su neve più slittino, skeleton e bob, mentre il resto è racchiuso nella Fisg, la federazione sport del ghiaccio, così il numero uno Flavio Roda può essere soddisfatto di come sono andate le cose. Il numero uno della Fisi ha visto i suoi atleti vincere e lottare, con storie olimpiche di grande emozione e resurrezione, come quella di Federica Brignone, artefice di un doppio oro spettacolare a meno di un anno dal gravissimo infortunio del 3 aprile 2025 agli Assoluti italiani. Poi l’oro finale di Simone Deromedis, accompagnato dall’argento di Federico Tomasoni, il compagno della scomparsa Matilde Lorenzi, senza dimenticare Flora Tabanelli, medaglia con un crociato andato, e Dorothea Wierer, al saluto finale di una luminosa e splendente carriera, per concludere con Federico Pellegrino, che ha lasciato in dote due medaglie e giovani da cui ripartire.
Roda: “Una squadra determinata”
Non può che essere positivo il bilancio del presidente federale Flavio Roda. L’Italia si è fatta trovare pronta al grande appuntamento, con grandi risultati, acuti altissimi e poche delusioni, centrando il duplice obiettivo di portare a casa tante medaglie e appassionare sempre più persone agli sport invernali: “Sono soddisfatto di come è andato l’insieme delle Olimpiadi, non solo per i risultati ma per quello che è stato l’approccio degli atleti, indipendentemente da chi ha portato l’oro, l’argento o il bronzo – le parole di Roda - Abbiamo visto una determinazione da parte di tutti e questa è la cosa più importante. Spesso abbiamo sofferto i grandi eventi invece siamo riusciti ad arrivare a Milano Cortina concentrati ed alla fine i risultati sono arrivati”. Chiedere di più era francamente difficile, anche perché in molti casi gli atleti sono stati costretti ad approcciare l’appuntamento olimpico in precarie condizioni fisiche o con incognite evidenti, come Federica Brignone, autrice di un miracolo assoluto: "Era impensabile riuscisse a fare quello che ha fatto”, il commento di Roda. Non solo la tigre di La Salle, perché un altro mezzo miracolo lo ha fatto Flora Tababelli, medaglia con un crociato rotto: “Ha saputo esserci e prendere addirittura una medaglia”. E poi c’è stata anche una chiusura con il botto grazie al primo e al secondo posto di Simone Deromedis e Federico Tomasoni nello ski cross: “Deromedis era già determinato da ieri, l’ho visto a Livigno. Voleva questo oro, a dispetto delle voci negative. Ieri mi ha promesso che avrebbe fatto la differenza e così ha fatto e grandi applausi anche a Federico Tomasoni”, la risposta di Roda. Infine, due ritiri, tra gloria ed emozione. Dorothea Wierer ha salutato il pubblico del biathlon con una medaglia nella staffetta mista e una mass start finale da assoluta protagonista: “E’ stato emozionante salutare Dorothea, ha fatto innamorare del biathlon in Italia e non è stata solo una grande atleta. Mancherà qualcosa di importante. Il biathlon merita spazio sui media, anche quelli nazionali: ha dato tanti risultati e atleti, così come il vivaio che è importante”. La chiusura è per Chicco Pellegrino, bronzo in staffetta e nella sprint a squadre per l’ultima Olimpiade della sua carriera: “Ha tenuto in piedi il fondo italiano per anni. Ci ha tenuto in vita con i suoi risultati, riuscendo anche a far crescere un gruppo di giovani davvero bravi”. Ora spazio ai giovani e ai suoi successori, per creare un quadriennio di ulteriore crescita verso le Olimpiadi 2028.