Perché il prezzo di gasolio e benzina non sta calando malgrado il taglio delle accise |
Nonostante il taglio delle accise il prezzo del carburante non è ancora calato (Ansa)
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Roma, 19 marzo 2026 – Tra la firma del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e la pubblicazione del cosiddetto “Dl carburanti” in Gazzetta Ufficiale Carburanti è trascorsa solo una manciata di ore: tuttavia, uno dei provvedimenti più importanti e attesi - il taglio delle accise - non risulta ancora recepito, questa mattina, nei prezzi consigliati e praticati alla pompa di benzina. Lo hanno prontamente reso noto le associazioni dei consumatori, tra cui Adoc, che ha effettuato un monitoraggio dei distributori in diverse città campione, da un capo all’altro della penisola.
Prezzi “non ancora adeguati”
Il motivo non è chiaro: l’unica spiegazione, sempre secondo Adoc, potrebbe essere legata alla lentezza con cui vengono recepite le informazioni e aggiornati, di conseguenza, i prezzi. Intanto, però, è già entrato in funzione uno degli strumenti previsti dallo stesso decreto: i poteri straordinari conferiti a “Mister prezzi”, ovvero al Garante per la sorveglianza dei prezzi del Mimit. Infatti, stando a quanto appena comunicato dal dicastero di Palazzo Piacentini, i ministri delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e dell’Economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti, con la collaborazione della Guardia di finanza, hanno fatto scattare “un’immediata azione di controllo sulla rete di distribuzione”.
Disposti controlli a tappeto sugli operatori
Al contempo, si è riunita anche la cabina di regia della Commissione di allerta rapida, “nel corso della quale il Garante per i prezzi fornirà” alle Fiamme gialle “la lista dettagliata degli operatori della distribuzione e delle relative compagnie petrolifere che non hanno ancora adeguato il prezzo dei carburanti al taglio delle accise, per un’immediata e straordinaria azione di controllo in tutta la rete stradale e autostradale”. Sembra proprio che il governo voglia usare il pugno duro, quindi, dopo giorni di avvertimenti al settore su un intervento immediato e profondo per prevenire fenomeni di speculazione ai danni dei consumatori.
Il monitoraggio di Staffetta Quotidiana
Anche la testata specializzata Staffetta Quotidiana segnala che “non sembra ancora essere stato recepito sui prezzi consigliati e sui prezzi praticati dei carburanti alla pompa: sul sito dell’Osservatorio prezzi carburanti del Mimit, inoltre, i prezzi sono aggiornati a ieri mattina (18 marzo), per cui, anche nel caso in cui il taglio delle accise fosse stato recepito sui listini, dalla rilevazione odierna l’effetto non emergerebbe”. La testata avverte, però, che i “nuovi drammatici sviluppi della guerra del Golfo hanno fatto schizzare, ancora una volta, le quotazioni dei prodotti raffinati. Il risultato - aggiunge - è che questa mattina Eni, che dall’inizio della crisi si è mantenuta sensibilmente al di sotto delle altre compagnie e, più in generale, del mercato, ha aumentato i prezzi consigliati di benzina e gasolio” di quattro centesimi al litro. Il riferimento è, in particolare, all’escalation dovuta agli attacchi di Usa e Israele alle infrastrutture chiave dell'industria del greggio e del gas naturale dell'Iran.
Quanto risparmieremo secondo il Codacons
Dodici euro e venti centesimi di risparmio su un pieno da 50 litri: sarebbe questo, secondo i calcoli del Codacons, l’effetto concreto del taglio delle accise entrato in vigore oggi, con la pubblicazione del Dl carburanti in Gazzetta Ufficiale. Una riduzione tangibile, ma inserita in un contesto di prezzi ancora elevati e in rapido movimento. A pochi giorni dal voto sul referendum, il provvedimento interviene sulla fiscalità dei carburanti, riducendo le accise su benzina e gasolio da 672,90 a 472,90 euro per mille litri, con un taglio effettivo di 20 centesimi al litro, ma inferiore – fa notare il Codacons - ai 25 centesimi annunciati. Considerando anche l’Iva che grava sulle accise, calcola l’associazione per la tutela dei consumatori, la riduzione complessiva arriva a 24,4 centesimi al litro, da cui deriva il risparmio stimato, appunto, dal Codacons. Sulla base dei listini alla pompa in vigore ieri, 18 marzo, il prezzo medio del gasolio scenderebbe a 1,859 euro al litro, quello della benzina a 1,623 euro. Sulle autostrade, il diesel si attesterebbe a 1,925 euro al litro e la benzina a 1,706 euro.
L’impatto su famiglie e imprese
Secondo il Centro studi di Unimpresa, una famiglia con consumi medi risparmia tra 15 e 20 euro nel periodo, cifra che può salire fino a 40-50 euro nei casi di uso più frequente o con due auto. L’impatto aumenta sul versante produttivo. Un mezzo pesante, con circa 2.000 litri consumati in venti giorni, genera un risparmio nell’ordine dei 480-500 euro. Una piccola flotta di cinque camion supera i 2.400-2.500 euro, mentre aziende con una ventina di mezzi arrivano a circa 10mila euro. Per i grandi operatori della logistica, il beneficio complessivo può superare decine di migliaia di euro.
Secondo Adoc, se la scelta del governo, limitata nel tempo, riesce a garantire un sollievo istantaneo alle tasche dei consumatori, “la durata iniziale, di soli venti giorni, è decisamente esigua. Il riferimento nel testo a una ‘durata iniziale’ lascia intendere una possibile proroga: è una prospettiva che auspichiamo con forza. Non possiamo permettere che questo intervento si riduca a un semplice palliativo temporaneo, in un contesto segnato da tensioni internazionali e fenomeni speculativi”.
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