Il prof Acquaroli: "Riforma a tutela dei cittadini" |
Dopo il documento firmato da 42 docenti dell’università di Macerata per il "no", interviene l’avvocato Roberto Acquaroli, docente di diritto...
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Dopo il documento firmato da 42 docenti dell’università di Macerata per il "no", interviene l’avvocato Roberto Acquaroli, docente di diritto penale nello stesso ateneo, che invece è favorevole alla riforma costituzionale. "Questa costituisce un passaggio fondamentale nell’attuazione dei principi della carta costituzionale – afferma –. Anzi, del principio attorno al quale ruota l’intera Costituzione: la dignità della persona e la garanzia che alcuni diritti siano effettivamente garantiti in ogni momento, anche quando lo Stato esercita la sua funzione punitiva tramite la pubblica accusa. Non vi è dubbio allora che, di fronte alla giustizia penale, la massima garanzia possibile sia quella di un giudice del tutto indipendente dall’accusa, di fronte al quale pubblico ministero e difesa possano agire, nello svolgimento delle relative funzioni, su un piano di tendenziale parità. Per ottenere questo risultato, è necessario che pm e giudici non facciano parte dello stesso organo di alta amministrazione, quale è il Csm, così come avviene ora, secondo un modello ordinamentale di matrice fascista. La separazione delle carriere con l’istituzione di due distinti Csm produrrà l’effetto di eliminare qualsiasi possibile condizionamento tra giudicanti e accusa". Accanto alla separazione delle carriere, la riforma introduce, per la nomina dei Csm, il sorteggio. "Che l’attuale sistema abbia fallito è ormai noto a tutti – aggiunge – senza bisogno di ricordare le vicende degli ultimi anni che hanno svelato l’inquinamento del sistema delle nomine da parte delle prassi correntizie". Infine, la riforma darà vita ad un nuovo organo, l’Alta corte disciplinare. "Si sottrae così all’organo che decide della carriera dei rispettivi magistrati, della loro nomina e del trasferimento, il potere di giudicarne anche gli illeciti disciplinari, attribuendolo a un organo indipendente, diversamente da quanto accade oggi. Non si tratta di una riforma che mina l’indipendenza della magistratura. La modifica costituzionale, al contrario, rafforza le garanzie: una riforma che tutela i cittadini".
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