Il calciatore Filippo Bertaccini operato al cervello. Tutta Cesena si stringe a lui: “Siamo con te, ti aspettiamo”

Filippo Bertaccini il 14 febbraio era sceso in campo con la Primavera. Poi la diagnosi

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Cesena, 27 febbraio 2026 - Domenica 23 novembre 2025 Filippo Bertaccini, centrocampista cesenate classe 2007, era sulla linea laterale del campo di Monza, pronto per dare il cambio a Michele Castagnetti. Mancavano 7 minuti alla fine dei tempi regolamentari e mister Michele Mignani aveva scelto lui per provare l’ultimo assalto ai padroni di casa, in vantaggio 1-0.

Il debutto in serie B, peraltro con addosso la maglia della squadra della tua città, non si dimentica: “Forza Berta!”, il grido dalla panchina, a buttare benzina sul fuoco. Martedì 24 febbraio 2026 Filippo Bertaccini, ragazzo cesenate coi 19 anni nel mirino, è uscito da una sala operatoria dell’ospedale Bufalini all’interno della quale era appena stato sottoposto a un intervento neurochirurgico per l’asportazione di una neoformazione celebrale. Quello che succede in sala operatoria non si ricorda. Ma quello che succede dopo, sì. Eccome. “Forza Berta!”.

Questa volta non è questione di un urlo, ma di un boato. Centinaia di voci, di messaggi, di abbracci arrivati da ogni parte per lui e per la sua famiglia, stretta intorno a un ragazzo che sogna di diventare un calciatore e che prima di tutto merita di diventare un uomo. Eccola qui Cesena, che in queste ore ha voluto far sentire il suo affetto a uno dei suoi figli, magari strappandogli un sorriso, di certo facendogli capire che nelle partite più dure, non si è mai soli. Bertaccini, che milita stabilmente nelle file della Primavera e che è figlio di Davide, portiere noto anche per aver preso parte al programma televisivo ’Campioni’, ha la passione per il calcio nel dna. La sua ultima gara fin qui disputata è datata 14 febbraio, che a guardare il calendario è a un respiro di distanza: Lecce-Cesena 0-0, lui in campo dall’inizio alla fine.

Qualche giorno dopo, nell’ambito di un controllo di routine, sono emerse evidenze che hanno richiesto approfondimenti. Poi è arrivata la diagnosi: agire in fretta. Un colpo durissimo, che Filippo ha affrontato a testa alta e tenendo le spalle larghe. Sabato 21, tre giorni prima dell’intervento, era in tribuna all’Orogel Stadium, a tifare per il Cesena contro lo Spezia. Il suo Cesena. Perché è lì che voleva stare ed è lì che si sente a casa, circondato dall’affetto di chi gli vuole bene. Poi ha cambiato divisa ed è sceso in campo per un’altra partita. Una partita che dura più di 90 minuti. “L’intervento ha avuto esito positivo - si legge nella breve nota che il Cavalluccio ha diffuso ieri pomeriggio - e la società intende ringraziare l’equipe medica dell’ospedale Maurizio Bufalini per il prezioso lavoro svolto”.

Ora si attendono i prossimi riscontri, per delineare i passi da compiere. “Siamo tutti con te Berta, ti aspettiamo presto”. E’ quello che recita il post del Cesena sommerso di commenti affettuosi. Perché ad aspettare Berta c’è un’intera città.

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