Cesena calcio, benvenuto ad Ashley Cole. Il nuovo mister: “Vogliamo i playoff al 100%”
Ashley Cole è il nuovo allenatore del Cesena, subentrato a mister Magnini da un giorno all'altro (Foto Ravaglia)
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Cesena, 19 marzo 2026 – Se in campo hai l’approccio del campione, in panchina lo spirito resta lo stesso. Cosa fa un campione? Mette la firma – e la faccia – in tutto quello che fa. Senza scuse, anche se si presenta perdendo malissimo una partita (quella contro Mantova) nella quale ha stravolto lo schieramento della squadra che si è trovato ad allenare in appena un giorno e mezzo, raccogliendo niente (mister Mignani era stato esonerato subito dopo il pareggio col Frosinone). Un campione resta a testa alta, davanti al microfono, aspettando che a parlare siano i fatti. Promette che succederà subito, già sabato 21 marzo contro il Catanzaro, quando il Cesena che scenderà in campo all’Orogel Stadium Dino Mauzzi non sarà neanche lontano parente di quello visto a Mantova.
Cole: “Ho voluto lasciare subito la mia impronta”
Benvenuto ad Ashley Cole, che si annuncia alla città col sorriso e col piglio di chi la sua carriera da allenatore la sta iniziando ora, con l’intento di lasciare il segno. A partire dalla Romagna. “La mia idea – è d’obbligo partire dall’analisi del match in Lombardia, quello del suo esordio nell’era post Mignani – era lasciare subito la mia impronta, provare a cambiare lo stile di gioco. Ho cambiato troppo? I moduli li vedo duttili, il mio errore forse è stato quello di chiedere troppo ai giocatori, in particolare agli esterni. Devo comunque le cambiare le cose, non possiamo restare con cinque uomini dietro ad aspettare, dobbiamo fare di più, essere più aggressivi”.
Perché ha scelto il Cesena: “Spero di meritare il diritto di restare”
Sulla scelta della piazza cesenate per il suo debutto, non ha dubbi: “Questo club ha una storia molto importante, con valori sani, in linea coi miei principi. Io sono molto umile, ho lavorato tanto per arrivare dovo sono arrivato. Ai tifosi dico che continuerò ad avere questo spirito”.
Dall’Inghilterra alla Romagna la strada è tanta. E di certo non tra le più battute. “Avevo già visto altre partite del Cesena, il mio lavoro comprende anche l’importanza di capire il posto nel quale mi trovo. Lo sto facendo: la serie B, le squadre che ci giocano… Sto imparando in fretta, anche se sono ovviamente appena all’inizio di un percorso che spero sia lungo. Perché è vero che il mio contratto dura fino al termine della stagione, ma in questi mesi spero di meritare il diritto di restare. Vorrei essere ancora qui alla fine di questa stagione, in un clima più sereno”.
“C’è bisogno di cambiare tanto”
Resta il fatto che il cambiamento è arrivato in scivolata, in un momento delicatissimo: “Se questa squadra avesse vinto le ultime otto partite, io non sarei qui. È chiaro che prima di me qualcosa non stavo funzionando. È il calcio. È il mio lavoro e per farlo al meglio devo preparare tutti a essere pronti a scendere in campo. Ho cambiato tanto? Sì, perché c’è bisogno di farlo”.
C’è spazio anche per una riflessione sul mondo del calcio di casa nostra: “Il modello italiano sta vivendo un momento difficile, sono anni che gli Azzurri non partecipano ai Mondiali. È ovvio che non sono io a poter cambiare tutto, ma se posso mi piacerebbe dare il mio contributo. Partendo per esempio dalla valorizzazione dei giovani, nei quali credo molto. Quando ho smesso di giocare, sono tornato al Chelsea, nel settore giovanile. Ricordo di quando ero un ragazzo e cercavo di avere le prime opportunità in campo e credo che sia giusto che anche chi sta crescendo ora abbia il diritto di farlo. Certo, ci vuole tempo, non aspettatevi da subito una squadra di soli giovanissimi, ma la direzione nella quale andare è quella” .
"Vogliamo i playoff al 100%”
Poi si torna all’oggi, alla squadra che sta per tornare in campo e che dovrà vincere. “Vogliamo i playoff al 100%, ho grande fiducia in questa squadra, che ha ottime qualità. Penso che potremo fare anche meglio rispetto all’ottavo posto. Se le cose andranno male, io sarò il primo responsabile, ma non è di questo che serve parlare ora. Ora devo motivare i miei giocatori e cambiare le cose. È importante lavorare sulla tattica, ma anche sulla mentalità: dobbiamo migliorare in tutto, con la palla, senza la palla, mentalmente, fisicamente… Dovremo essere più ‘cattivi’. Chiedo ai tifosi di continuare a sostenerci, come hanno sempre fatto. Non per me, ma per la squadra e per la città che la squadra rappresenta”.
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