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Risarcito con 50mila euro per il carcere: accusato di violenza, assolto dopo 15 mesi passati dietro le sbarre. “Ingiusta detenzione”

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L’uomo è stato assistito dall’avvocato Martina Montanari

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Rimini, 9 aprile 2026 – Quasi quindici mesi dietro le sbarre, con addosso accuse devastanti, e poi l’assoluzione. Adesso, per quella vicenda finita in tribunale e andata avanti per oltre un anno, è arrivato anche un riconoscimento economico: 50mila euro di risarcimento per ingiusta detenzione. È quanto è stato stabilito dalla Corte d’Appello di Bologna per un uomo oggi 57enne, finito in carcere nel marzo del 2021 e rimasto detenuto fino al maggio del 2022, quando poi dal processo era uscito assolto. L’uomo era stato arrestato e portato in carcere con accuse molto pesanti legate al rapporto con quella che, all’epoca dei fatti, era la sua fidanzata.

Accolta la richiesta dalla Corte d’Appello di Bologna

Una volta chiuso il processo penale (senza ricorsi in secondo grado né da parte della Procura né dalla parte civile), è stata presentata la richiesta per ottenere il riconoscimento dell’ingiusta detenzione. Richiesta che è stata poi accolta dalla Corte d’Appello di Bologna, che ha stabilito un indennizzo pari a 50mila euro. L’uomo è stato assistito dall’avvocato Martina Montanari.

La vicenda giudiziaria era nata dalla denuncia presentata dalla donna con cui l’uomo aveva avuto una relazione sentimentale. Gli episodi contestati si sarebbero verificati tra il settembre del 2020 e il marzo 2021, principalmente a Cattolica.

Quali erano le accuse

Le accuse formulate nei suoi confronti erano molto gravi. In particolare, l’accusa sosteneva che in più occasioni l’uomo avrebbe costretto la donna a subire atti sessuali contro la sua volontà, accompagnati da minacce e violenze fisiche. Tra i fatti contestati anche un episodio datato 10 marzo 2021, nel quale, secondo l’accusa, l’uomo avrebbe aggredito la compagna all’interno di una stanza, impedendole di uscire, colpendola e costringendola a subire un rapporto sessuale.

A quell’episodio erano collegate anche le contestazioni relative alle lesioni personali, in quanto alla donna era stata attribuita una prognosi di 21 giorni per una frattura del seno mascellare destro. Sulla base di questo quadro accusatorio, all’epoca era stata disposta la custodia cautelare in carcere.

Il riconoscimento dell’ingiusta detenzione

Da quel momento l’uomo era stato detenuto nei carceri di Pesaro e Forlì fino all’esito del processo. Il procedimento è quindi arrivato davanti al tribunale di Rimini, che, una volta conclusa l’istruttoria e il dibattimento, ha pronunciato sentenza di assoluzione. Dopo quella prima assoluzione, l’avvocato Montanari ha presentato la successiva domanda per ottenere anche il riconoscimento dell’ingiusta detenzione per i quindici mesi trascorsi in carcere, cioè l’indennizzo previsto nei casi in cui una persona sia stata sottoposta a custodia cautelare e poi prosciolta. La richiesta è stata quindi esaminata dalla Corte d’Appello di Bologna, che ha accolto l’istanza e ha riconosciuto all’uomo 50mila euro. La decisione chiude così almeno sul piano risarcitorio una vicenda giudiziaria iniziata nel 2021, passata attraverso il carcere, il processo penale e infine l’assoluzione, fino al pronunciamento della Corte d’Appello sul riconoscimento economico per il periodo trascorso in detenzione.

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© il Resto del Carlino