“Non era in grado di mangiare”, paziente rischia di morire soffocato con i biscotti in ospedale |
Il paziente era affetto da gravi patologie neurologiche e motorie tali da rendere impossibile l’alimentazione autonoma
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Rimini, 7 marzo 2026 – Avrebbe rischiato di morire soffocato dopo aver ingerito alcuni biscotti mentre era ricoverato in ospedale, nonostante per le sue condizioni cliniche non potesse assolutamente assumere cibo per bocca. Sarebbe questo - almeno secondo la ricostruzione fatta dai familiari - l’episodio avvenuto nel reparto post-acuti dell’ospedale di Santarcangelo, al centro di una denuncia presentata alla Procura di Rimini dall’avvocato Paolo Ghiselli, affiancato da Luisa Liguori, per conto dei parenti di un uomo riminese di settant’anni.
I fatti risalgono al 6 dicembre scorso. Secondo la ricostruzione fatta dal legale della famiglia, “il paziente era affetto da gravi patologie neurologiche e motorie tali da rendere impossibile l’alimentazione autonoma per via orale. Il nutrimento veniva somministrato esclusivamente tramite sondino naso-gastrico, con espressa indicazione medica di digiuno assoluto per bocca.” Sempre nella denuncia viene ricostruito il momento in cui si sarebbe verificata l’emergenza: “Durante l’orario di visita ai degenti, mentre attendeva l’arrivo della familiare, il paziente avrebbe ingerito alcuni biscotti presenti nella stanza di degenza, episodio che ha provocato un arresto respiratorio seguito da arresto cardiaco.
”L’uomo è stato soccorso immediatamente e sottoposto alle manovre di rianimazione cardiopolmonare da parte di un medico intervenuto sul posto. “Nel referto medico - riferisce l’esposto dei parenti - si legge che il paziente avrebbe preso autonomamente i biscotti dal comodino del vicino di letto. Una ricostruzione che la famiglia ritiene però difficilmente compatibile con le condizioni fisiche del degente. Il paziente è affetto da tetraparesi spastica ed è incapace di muoversi autonomamente; per essere spostato dal letto alla carrozzina necessita dell’utilizzo di un sollevatore e dell’assistenza del personale sanitario".
A fronte di questi dubbi, la famiglia ha deciso di mettere nero su bianco le proprie perplessità attraverso la denuncia depositata nei giorni scorsi in Procura. “Resta da chiarire con precisione la dinamica dell’accaduto - prosegue l’esposto - In particolare, dovrà essere accertato se il degente fosse effettivamente privo di assistenza al momento dell’episodio, chi si trovasse nella stanza durante l’orario di visita e in che modo i biscotti siano stati dati al paziente, considerato che le sue condizioni cliniche non gli consentivano di alimentarsi autonomamente né di assumere cibi solidi. Su questi aspetti la famiglia chiede che venga fatta piena luce attraverso gli accertamenti dell’autorità giudiziaria“. I parenti, assistiti dall’avvocato Paolo Ghiselli con la collaborazione di Luisa Liguori, si sono quindi rivolti alla magistratura affinché vengano svolti tutti gli accertamenti necessari per fare piena luce su quanto accaduto.
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