Cesare Cremonini, compleanno in studio di registrazione e la volata verso il tour dei record |
Cesare Cremonini al sax, con Fiorello e Biggio e con Luca Carboni
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Bologna – Un Cesare bambino al pianoforte con l’aria sbarazzina. E poi con il Divin Codino e la maglia rossoblù (del resto “da quando Baggio non gioca più, non è più domenica”, a Bologna nel 2005 non si cantava altro). E Cesare al sax, lo strumento che è una nuova passione. E chi magari era al concerto di Luca Carboni a Bologna lo scorso gennaio lo ha già potuto scoprire sulle note di Mare mare, accompagnata da Cesare ed Elisa. Tre immagini, tre momenti della vita dell’artista bolognese che il 27 marzo ha compiuto 46 anni.
Un compleanno, il suo, festeggiato soprattutto in studio di registrazione, dove Cremonini passa gran parte del suo tempo in vista del tour dei record che lo aspetta fra due mesi. Si avvicina infatti il 31 maggio, data zero a Gorizia del Cremonini Live26, che prosegue idealmente la cavalcata in 15 stadi dell’anno scorso, fra cui il suo Dall’Ara. Un viaggio in effetti impressionante, se si va a guardare i numeri: sono stati 900mila i biglietti venduti in meno di dodici mesi, fra l’estate 2025 e le tappe in arrivo nelle prossime settimane. Cesare sarà il 6 (sold out) e 7 giugno a Roma, al Circo Massimo, il 10 giugno a Milano all’Ippodromo Snai La Maura e il 13 giugno a Imola, all’autodromo Enzo e Dino Ferrari, al Music Park Arena (già tutto esaurito). Completa il viaggio, il 17 giugno, il concerto di Firenze, alla Visarno Arena.
E allora davvero quella del viaggio è la giusta immagine per un artista che nel 2025 ha conquistato 10 dischi di platino e che ne ha fatta di strada, oltre i colli della sua città dove scappava «con le ali sotto i piedi» quando esordì con 50 Special e i Lunapop. Era il 1999, anno di un’altra canzone simbolo come Qualcosa di grande. Da lì, scorrendo i brani più amati ancora oggi– da Vieni a vedere perché del 2002 alla già citata Marmellata #25, a Padre Madre – non si è mai fermato. E poi Figlio di un re (2008), Mondo, con l’amico Lorenzo Jovanotti, La nuova stella di Broadway (2012) e Logico #1 (2014), solo per citare alcune canzoni presto diventate di culto per generazioni di fan, fra cui Poetica, che risuona al Dall’Ara quando il Bologna vince in casa e Nessuno vuole essere Robin (2017).
Quei versi illuminarono anche la centrale via d’Azeglio nel Natale 2019, la strada dove si trova la casa-museo di Lucio Dalla, omaggiato in Stella di mare nel ’22. E il viaggio– fisico e interiore – è il filo rosso dell’ultimo album, alla ricerca delle Aurore Boreali cantate con Elisa in Alaska Baby. Tra quelle tracce, c’è anche Ora che non ho più te, Ragazze facili e la strada verso casa, all’ombra di San Luca.
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