Le aspirazioni mancate del Futurismo in note

L’intonarumori di Luigi Russolo. In programma un incontro sul futurismo musicale

Articolo: Perché ’La musica è s-finita’

Articolo: La Filarmonica Rossini dopo Mosca: "Le parole falliscono, la musica no"

Articolo: Arriva il Festival Suono Futuro ispirato al tema delle Liberazioni

Rumori, macchine, velocità. Il Futurismo voleva cambiare il modo di guardare il mondo moderno e anche di ascoltarlo. Nella pittura e nella scultura ha lasciato opere entrate nei manuali di storia dell’arte. In musica, invece, il bilancio è più incerto. Da qui prende avvio l’incontro "Le aspirazioni (mancate) del Futurismo musicale", nuovo appuntamento delle Conversazioni musicali con Mario Totaro, proposto dalla Wunderkammer Orchestra e in programma domenica 8 marzo alle 11 nella Sala della Repubblica del Teatro Rossini. Il compositore e pianista guiderà il pubblico alla scoperta di una stagione poco frequentata della storia musicale italiana. Che ruolo ha avuto il Futurismo nella storia delle avanguardie?

"Il futurismo non è solo l’unico movimento d’avanguardia artistico e letterario nato in Italia, ma è anche il primo nato in assoluto. Stiamo parlando del 1909: i movimenti d’avanguardia che conosciamo non erano ancora nati".

Chi sono i protagonisti del Futurismo musicale?

"Nell’ambito musicale ci sono queste figure che pochi conoscono: Francesco Balilla Pratella, Luigi Russolo, Silvio Mix e Franco Casavola. Poco spazio è stato riservato loro nella storia della musica".

Tra queste figure spicca Russolo, inventore dei celebri "intonarumori", macchine sonore pensate per introdurre il rumore nel linguaggio musicale. Che tipo di artista era Russolo?

"Lui ha scritto un testo intitolato "L’arte dei rumori", il suo manifesto. Però in realtà non era un compositore, era un pittore e così lo considerava Marinetti. E gran parte della sua musica è andata perduta".

Che cosa raccontano i pochi documenti rimasti?

"Guardando le uniche due pagine che sono sopravvissute e tutte le cose che ha scritto, uno direbbe sì che in realtà aveva una mentalità da compositore perché quelle pagine anticipano addirittura di 30, 40 anni i lavori dei musicisti del secondo dopoguerra".

I grandi musicisti dell’epoca si interessarono alle sue invenzioni?

"Stravinsky e Prokofiev andarono a Milano nel 1915 per incontrare Russolo e ascoltare questi intonarumori. Quindi, avevano il sentore che ci poteva essere qualcosa di interessante". Durante l’incontro Totaro alternerà ascolti, video esempi musicali e improvvisazioni al pianoforte per ricostruire un passaggio decisivo della modernità sonora: il momento in cui il rumore entra nella musica e apre la strada agli sviluppi del Novecento, fino all’elettronica. Biglietti: 8 euro, ridotto studenti 1 euro.

© Riproduzione riservata


© il Resto del Carlino