Aziende e Medio Oriente: "C’è preoccupazione"

Stefano Colletta e Maria Grazia Marchi

Il conflitto in corso tra Israele, Stati Uniti e Iran era uno scenario in qualche modo atteso per chi vive e lavora da anni nei Paesi del Golfo. I modenesi Stefano Colletta e Maria Grazia Marchi, da anni impegnati nello sviluppo di relazioni economiche e progetti imprenditoriali nei mercati dell’area del Golfo. Nonostante il quadro internazionale, spiegano, la situazione quotidiana nei Paesi del Golfo appare meno allarmante rispetto alla percezione che spesso emerge dall’esterno.

"La vita quotidiana nei Paesi del Golfo – e in particolare in Arabia Saudita – non ha subito cambiamenti significativi – dice Colletta – Non sono state introdotte chiusure straordinarie né restrizioni particolari: attività economiche, cantieri e progetti proseguono normalmente. L’attenzione resta alta e si seguono con scrupolo le indicazioni delle fonti ufficiali, dalle ambasciate ai governi locali". Tra le aziende modenesi, emiliane e italiane che esportano nei Paesi del Golfo la preoccupazione comunque non manca. "C’è però un eccesso di allarmismo rispetto alla normalità operativa che continua a caratterizzare molte attività economiche locali", osserva Colletta, anche se le prime ricadute economiche della crisi iniziano a farsi sentire, a partire dall’aumento dei costi dell’energia. La chiusura dello Stretto, nodo fondamentale per il traffico di petrolio e gas, sta infatti rallentando il passaggio delle navi e riducendo temporaneamente i flussi di materie prime. "Questo comporta un incremento dei costi di produzione e possibili rallentamenti nell’approvvigionamento industriale". La stabilità dei rapporti economici con l’area del Golfo resta comunque un elemento cruciale per il sistema produttivo modenese.

"La provincia si conferma tra i territori italiani più dinamici nell’export verso le economie ad alto potere d’acquisto del Medio Oriente – aggiunge Maria Grazia Marchi Managing Director di Ms desk Italy – Secondo le stime diffuse a marzo 2026, l’export del polo Modena–Reggio Emilia verso il Medio Oriente vale complessivamente circa 1,2 miliardi di euro". Il settore trainante è l’automotive di lusso, con una forte domanda di supercar negli Emirati Arabi Uniti e in Arabia Saudita. Seguono la meccanica e la ceramica, comparti sostenuti anche dai grandi progetti infrastrutturali e immobiliari in corso nell’area, come la città futuristica di Neom in Arabia Saudita. In crescita anche l’agroalimentare modenese, che registra un aumento dell’export dell’11,1% e una presenza sempre più forte nei canali retail di fascia alta di città come Dubai e Riyadh.

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